Manovra: modifiche su pensioni, Imu e liberalizzazioni

Pubblicato il 13 Dicembre 2011 1:40 | Ultimo aggiornamento: 13 Dicembre 2011 8:37

ROMA – Slittano dal 2012 al 2013 alcune norme sulle liberalizzazioni, tranne quella sulle farmacie. Questa è una delle novità contenute nel pacchetto degli emendamenti già presentato dal relatore. Ma l’attenzione è rivolta a martedì mattina, quando arriveranno alla Camera i nuovi emendamenti, che contengono le modifiche sulla perequazione delle pensioni, l’Imu ‘ammorbidita’ in relazione a redditi e carichi familiari, le Province e forse i tagli ai parlamentari.

I relatori nelle Commissioni Bilancio e Finanze e il Governo, dopo una giornata d’attesa, rinfocolata anche dalle dichiarazioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero (le novità sulle pensioni ”stanno arrivando”) si prendono una nottata di riflessione e di lavoro per mettere a punto le proposte e depositarle entro domattina alle 8,30 alle Commissioni.

Ma intanto, tra gli emendamenti del relatore, spunta il rinvio al 2013 di alcune liberalizzazioni: esclusa quella tanto discussa delle farmacie, slittano di un anno quelle relative, ad esempio, alle licenze (fra cui quella dei taxi); l’imposizione di distanze minime per l’apertura di esercizi e il divieto di aprirli in più sedi; la limitazione dell’esercizio di una attività economica ad alcune categorie o il divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di alcuni prodotti.

Un aiuto arriva però per le aziende in crisi: via libera ad un emendamento che allunga di 72 mesi la possibilità di pagare le rate a Equitalia. Il calendario è serrato: esame dei provvedimenti accantonati e dei sub-emendamenti fino alle 14, ora intorno alla quale è atteso in aula il premier, Mario Monti. Poi l’ok arriverebbe per le 16 per consegnare la manovra e le modifiche all’aula di Montecitorio per mercoledì alle 10.

Il via libera della Camera arriverebbe così in settimana (con probabile fiducia) per consegnare poi la manovra al Senato da lunedì prossimo per la conversione definitiva a ridosso di Natale. I sindacati vanno comunque allo sciopero: il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, apprezza le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sulle possibili modifiche del blocco delle indicizzazioni delle pensioni oltre due volte il minimo. ”Quando avremo le modifiche, le apprezzeremo. Speriamo siano congrue. Chiediamo però ci sia anche la modifica sull’Ici sulla prima casa”.

Il leader della Cgil, Susanna Camusso, torna a puntualizzare che sui pattrimoni non c’è stata certo la stessa attenzione che sule pensioni e l’Ici, e il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, sottolinea più genericamente: ”Oltre all’Italia bisogna salvare gli italiani”. Mentre Emma Marcegaglia non entra nel merito, incita a fare presto, ma sottolinea ai sindacati in sciopero: ”Bisogna tener conto che qui o ci salviamo tutti o non si salva nessuno”.

Sulle pensioni, al di là delle diverse ipotesi circolate, non è ancora noto quale è l’orientamento del Governo: si parla di un intervento di perequazione dell’assegno al 70% per le pensioni tra 1.200 e 1.400 euro e lo stop alla rivalutazione per quello oltre i 1.400. Ma l’intervento sarebbe oneroso e sarebbe assai complicato coprire la novità con un ‘raddoppio’ dell’una tantum dell’1,5% sui capitali scudati. Né si ricorrerebbe alle aste tv.

Il governo starebbe così ipotizzando una copertura ‘multipla’ recuperando piccole cifra da diversi interventi. Anche per questo si starebbero allungando i tempi per la presentazione della misura. Intanto alcune modifiche, molte di natura fiscale, passano il vaglio: un emendamento della Lega porta a 1.000 euro il limite per il pagamento cash della Pubblica amministrazione, risolvendo così il problema dei pensionati che viceversa sarebbero stati costretti a dotarsi di carta elettronica. E sempre sui pagamenti un altro emendamento, sempre del Carroccio, porta ad un massimo dell’1,5% la commissione che le banche possono chiedere ai commercianti in caso di pagamento elettronico.

Si modifica la norma sul massimo scoperto e si affida direttamente al proprietario (e non ad Equitalia) la vendita degli immobili su cui grava un’ipoteca. L’incasso va ad Equitalia che storna la parte maggiore rispetto al debito allo stesso proprietario. Aiuti arrivano anche per le aziende in ‘crisi’ di liquidità che potranno contare su un’ulteriore proroga di 72 mesi per i pagamenti a Equitalia.

Infine non passa la dicitura ”quoziente familiare” nella definizione della nuova Isee previsto nella manovra, ma l’indicatore terrà comunque conto dei figli, specie dal terzo in poi e delle persone disabili presenti in famiglia.