Manovra, Tremonti: “Napolitano ha firmato”. Poi presenta la sua rivoluzione

Pubblicato il 6 Luglio 2011 16:15 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2011 16:15

ROMA – Dai tagli alla politica alle riforme “radicali” del processo civile e dell’Anas. Il tutto passando per banda larga, agevolazioni fiscali alle nuove imprese e stretta sul settore assistenziali. Giulio Tremonti, stavolta, in conferenza stampa si presenta e lo fa illustrando nei dettagli la manovra, che, annuncia insieme a Gianni Letta, è stata firmata da Giorgio Napolitano e sarà disponibile, già mercoledì sera, sulla Gazzetta Ufficiale.

Letta e la firma di Napolitano. Il primo a prendere la parola è il sottosegretario che, come a mettere le mani avanti precisa:  “Non potrò stare fino alla fine perché devo andare all’Aquila”  Quindi, dopo aver annunciato la firma di Napolitano alla manovra spiega: “Non voglio leggere domani che ho lasciato solo Giulio Tremonti”.  “Non c’è stata – conlcude Letta – alcuna lacerazione nel governo, in questo provvedimento importante”.

Tremonti parte da quanto accaduto martedì, quando la prevista conferenza stampa non c’è stata. Per il ministro, che ha ribadito la spiegazione del problema di maltempo, non c’è nessun giallo. “Il testo – spiega Tremonti passando all’esame dei provvedimenti – sarà stasera in Gazzetta Ufficiale”. Il testo di cui discutiamo è diviso in due parti: un decreto legge e una delega in materia fiscale e assistenziale.

Il ministro, quindi, precisa che la sua presentazione si svilupperà su tre temi: sviluppo, costi della politica e testo organico della manovra.

Sviluppo.” Voi – inizia Tremonti la prima parte della sua presentazione – trovate al punto due l’elenco delle azioni sviluppate per la crescita economica. Ma lo sviluppo, sia chiaro, non dipende solo da una legge. Per le nuove imprese, quelle create da giovani, o da soggetti messi fuori dal ciclo del lavoro, prevediamo un regime fiscale del 5% per 5 anni. Queste imprese, sommando tutto, pagheranno il 5% annuo”.

“Ricordo – aggiunge il ministro – il credito di imposta per le assunzioni nel mezzogiorno, per gli investimenti fatti dall’industria nelle università. Il nostro Pil è fatto per una grande quota da imprese piccole. Ora puntiamo sui contratti di rete, è una rivoluzione silenziosa da incoraggiare. La rete di impresa vuol dire che le imprese conservano la loro individualità ma in banca, sull’export e nei rapporti con la Pa operano come un unico soggetto”.

Quindi Tremonti passa alla questione del turismo e delle liberalizzazioni: “Nel decreto sviluppo, parallelo alle reti di impresa, è previsto che le imprese dello stesso distretto possano unirsi. E le zone turistiche sono viste come zone a burocrazia zero”.”Liberalizziamo – aggiunge – gli uffici di collocamento e quella degli esercizi commerciali, credo durante il week end”

Quanto al processo civile, definito da Tremonti “uno degli handicap della nostra economia”, il ministro annuncia una riforma radicale. Prima di tutto, spiega, si tratta di  “smaltire lo stock (di cause in corso, ndr) e snellire il tutto. Il 25% delle cause civile sono cause Inps, spesso per piccole cifre. E le snelliremo”. Sul fronte della opere pubbliche, Tremonti annuncia: “Rimuoveremo gli ostacoli alla costruzione. E’ un passaggio fondamentale. Poi riformeremo l’Anas e potenzieremo la banda larga creando una rete nazionale”.

Costi della politica. “Il secondo tema – spiega Tremonti – è quello dei cosiddetti costi della politica. Si sono accumulate voci diverse. E’ molto semplice. Per fare una riforma secondo legge, bisogna fare una legge che rispetti la legge. Non si possono fare le cose alla Masaniello. Credo che in questi articoli ci sia il più radicale e rivoluzionario cambiamento della storia di questo paese. Adegueremo tutte le retribuzioni alla media Ue. Il parametro sarà il parametro Ue”.

“Come arrivare a questo livellamento? – si chiede il ministro che subito risponde –  Lo faremo man mano che ci sono i rinnovi. Non lo puoi fare nell’istantaneo perché sennò ci saranno i ricorsi dei funzionari che bloccheranno tutto. Così, invece, non ci potranno essere ricorsi”. “Poi –  aggiunge – ci sono la Camera e il Senato. Come è noto la Costituzione è fatta per difendere il Parlamento dai governi, perché è una costituzione repubblicana e antifascista. Nel decreto si prevede per il prossimo Parlamento il livellamento secondo la media Ue. Per questo Parlamento c’è l’impulso a ridurre e la creazione di un fondo destinato all’otto per mille. Insomma a una finalità etica. Dall’esterno non si poteva fare nulla. Lo stesso Napolitano non lo avrebbe firmato, credo. Sarebbe stato contro la Costituzione”. Per il presente, insomma, si può solo invitare il Parlamento ad “auto-tagliare”.

“Insomma – chiude Tremonti – i tagli della politica ci sono e sono enormi. I partiti politici avranno un taglio del 30%. Tagli importanti anche alle alte burocrazie. I voli di stato saranno trasparenti e pubblicati sul sito, tranne i casi di segreto di stato. Le nuove auto blu, dopo la rottamazione, non avranno cilindrata oltre la 1600 cc”.

Manovra. Il ministro parte ribadendo l’obiettivo centrale della manovra: Quello che abbiamo fatto con questa manovra ci porta sul sentiero di arrivo del pareggio di bilancio che è fondamentale perché se sei al pareggio il debito scende automaticamente.

“Sull’anno in corso – spiega Tremonti presentando le cifre della manovra – abbiamo un’esigenza di correzione di due miliardi. Sul 2012 abbiamo un’esigenza di correzione pari a sei miliadi che si aggiungono a tutto quanto fatto negli anni passati. Nel 2013 abbiamo una correzione di 18 miliardi più due della delega assistenziali. Nel 2014 ne abbiamo 25 + 15 dalla delega”. “Noi – precisa –  centriamo gli obbiettivi con il decreto e con la delega. Servono entrambi”.

“Senza delega – aggiunge ancora Tremonti – scatterà per legge una chiusura delle agevolazioni fiscali per 150 miliardi. Ovvero, noi presentiamo la delega, e siamo convinti che una riforma che ci porta al pareggio deve passare anche per questo comparto. Se vuoi fare una vera riforma devi passare dalla delega e cambiare il sistema. Senza la delega ci sarà il blocco del 15% delle agevolazioni fiscali. Per essere chiari, se nel 2013 si va a votare, noi ci presenteremo con la delega. Chi non ci crede deve trovare un modo alternativo per la copertura”.

“Il grosso della manovra – conclude  il ministro –  è per decreto. La delega, in ogni caso, sarà presentata nei prossimi giorni. Oggi presentiamo il decreto. Entro ottobre, poi, ci sarà la doppia blindatura”.

Al momento delle domande Tremonti “dribbla” la questione “lodo Salva Fininvest”. A domanda del cronista di Sky il ministro si limita a dire: “Le do il telefonino di Letta”.