Manovra

La Camera approva la manovra. Le Regioni insorgono, il mercato apprezza

Giulio Tremonti

Passa la manovra correttiva da 25 miliardi voluta dal superministro del Tesoro Giulio Tremonti e che dovrebbe incidere sul Pil per l’1,5%. La Cameraha dato il via libera al testo con 321 sì, 270 no e 4 astenuti. Restano tutte le perplessità delle Regioni e di diverse categorie, dalle forze dell’ordine fino ai diplomatici, dai medici agli ambientalisti. Il Tar del Lazio, poi, sospende l’applicazione delle tariffe per le autostrade Anas già applicate da inizio mese.

La manovra era però necessaria, sostiene il presidente del Senato Renato Schifani. E anche le agenzie di rating confermano: Standard & Poor’s prevede che le norme, se pienamente applicate, potranno sostenere le quotazioni dell’Italia. L’ok definitivo della Camera, tra l’altro, ha come conseguenza anche il via libera all’attuazione del fondo europeo di stabilizzazione finanziaria ‘salva Stati’ da 440 miliardi di euro, la parte più ‘pesante’ del pacchetto europeo da 750 miliardi deciso all’indomani della crisi greca.

Arrivano la riforma delle pensioni e le misure per la libertà di impresa e, tra le novità di giornata, viene approvato un ordine del giorno per alleggerire il peso dei tagli sulle forze dell’ordine. Passa anche un odg ‘salva-museo di via Tasso’ ma il testo ‘perde’ anche dei pezzi. L‘Ue ribadisce la sua contrarietà alla proroga dei pagamenti delle multe sulle quote latte, ma soprattutto il Tar del Lazio boccia gli aumenti dei pedaggi di alcune tratte autostradali collegate con snodi e Gra iniziati il primo luglio.

La richiesta era giunta dai presidenti della provincia di Roma e di Pescara, oltre che da molti sindaci. Ma trova commenti positivi anche dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno e del governatore del centro-destra del Lazio, Renata Polverini. Come per la fiducia di ieri al momento del voto si presenta a Montecitorio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che ieri aveva ribadito la necessità dei ”sacrifici” previsti dalla manovra per mettere in in sicurezza il Paese dal ‘rischio-Grecia’.

Un rigore ‘targato’ Tremonti, contro il quale si schierano le regioni. I tagli sono ”insostenibili”, per i governatori, ribadisce il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani, ”per noi la manovra è iniqua, pesa sui servizi che le Regioni finanziano a favore dei cittadini, delle imprese, delle famiglie”.

I Comuni, invece, sperano nelle risorse che potrebbero arrivare dal federalismo municipale che dovrebbe avere il primo ok da un Consiglio dei ministri che si dovrebbe tenere martedì prossimo. Del resto, ribadisce il presidente del Senato Schifani, si tratta di sacrifici necessari perché ”l’esigenza primaria è la tenuta dei conti”.

Gradiscono le agenzie di rating. ”I rating sovrani della Repubblica Italiana – sostiene S&P – (A+/ Stabile/A-1+) sono supportati dall’approvazione, in data odierna, del programma di consolidamento dei conti pubblici da 25 miliardi di euro (1,6% del Pil) per il biennio 2011-2012”. L’Europa, invece, torna a bacchettare il Paese sulla vicenda delle quote latte. Una ”figuraccia” del governo italiano secondo le opposizioni.

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