Manovra, Tremonti: “Il Paese l’ha accettata. Alzare le tasse sarebbe stato un suicidio. Per la prima volta toccati i papaveri”

Pubblicato il 21 luglio 2010 10:30 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 17:22

Giulio Tremonti

La manovra, per quanto dolorosa è stata accettata dal Paese “con grande senso di responsabilità”. Secondo il ministtro dell’Economia Giulio Tremonti intrevenuto in Commissione Bilancio della Camera proprio per parlare della finanziaria, quella dei 25 milioni di tagli resta la strada migliore perché “fare la correzione dei conti attraverso un aumento delle tasse sarebbe stato ”un suicidio”. Secondo il ministro, infatti,  l’aggiustamento ”dal lato delle entrate sarebbe stato suicida. Se aumenti le tasse per finanziare livelli di spesa insostenibili fai la cosa opposta rispetto alla cosa che viene considerata giusta”.

Ma le tasse, ribadisce Tremonti, non è possibile neppure abbassarle: “E’ chiaro che devi conservare una quota di spesa. Il nostro deficit è causato solo dalla caduta delle entrate perché il Pil è sceso. Non puoi dire: devo ridurre le imposte perché devo ridurre statisticamente la pressione fiscale. Allora devo ridurre le medicine per gli anziani?”.

‘Quanto all’anticipo da luglio a maggio della presentazione della manovra correttiva, Tremonti precisa che è frutto di una decisione presa in sede europea e spiega: “I tempi alla politica sono imposti dalla realtà, i numeri vengono ormai prima della politica”

Medici. Quindi il ministro polemizza coi medici che, lunedì 19 luglio hanno scioperato contro il provvedimento: ”Non c’è nessun blocco del turn-over nella sanità. E’ stato fatto uno sciopero contro il blocco del turn-over nella sanità. A noi non risulta che ci sia. Non c’è”.

Mai più una manovra come quella del 2010. ”Non ci sarà un’altra manovra nel corso del 2010”, ha poi ribadito Tremonti. ”Ho visto un altissimo senso di responsabilità dal basso, dalle categorie interessate”, come i lavoratori pubblici, e ”un minore senso di repsonabilità dall’alto, da altri settori, come se ci fosse un attentato di lesa maestà”.

La manovra ha toccato i “papaveri”. Per la prima volta, ha aggiunto il ministro, “la manovra ha toccato alcuni papaveri. Se chiedi sacrifici agli impiegati li puoi chiedere anche a livelli più alti”. Sempre a proposito dei tagli di stipendio il ministro ha spiegato: “La reazione non sembrava legata all’entità delle riduzioni, spesso 100-200 euro su stipendi alti o comunque prestigiosi, ma sulla lesa intoccabilità”. ”Non mi sembra – ha ribadito il ministro – che nel complesso ci siano state proteste di massa”.

Con il federalismo troveremo la quadra con le ragioni. ”La manovra – ha proseguito Tremonti – è una cosa e il federalismo fiscale è un’altra, ma nel valutare l’impatto della manovra bisogna considerare anche il federalismo fiscale e l’impatto positivo che può portare agli enti locali. Siamo convinti del fatto che ragionando sul federalismo regionale anche su questo comparto una quadra si trovera”’.

Irap. Togliere l’Irap, ha detto Tremonti, è complicato anche se il governo ”ci sta ragionando. Se butti giù una trave sulla strada non è colpa di chi non va avant ma di chi ha messo la trave. L’Irap è difficile da togliere. Toglierla è complicata, stiamo ragionando. L’Irap ma non e’ semplice perche’ e’ un grande tributo. Un grande tributo e un grande errore’.

Federalismo. Nella realizzazione del federalismo fiscale ”saremo prudenti – ha promesso Tremonti – non abbiamo la minima intenzione di rischiare”. Il ministro ha sottolineato che in ogni caso il lavoro e’ lungo anche perche’ per quanto riguarda i bilanci ”abbiamo verificato un deficit cognitivo enorme”. E in piu’ ”e’ difficile lavorare quando i bilanci non si parlano, in un sistema in cui ci sono nomenclature diverse”. Il governo sta comunque lavorando, ha concluso, per mettere insieme i dati in modo da ”uniformare i bilanci”.

Nella relazione del Tesoro sul federalismo fiscale, ha poi aggiunto Tremonti, ”non c’e’ un’accusa agli enti locali per il debito ma la considerazione che il nostro sistema e’ un albero storto”. La proliferazione di ”microinterventi” che rende tutto ”caotico non è nell’interesse dell’Italia” ha aggiunto in merito alla gestione dei fondi da parte delle Regioni.

La spesa per l’invalidità, è l’analisi del minsitro, è passata in cinque anni ”da 6 a 16 miliardi. Questo non lo spiega nessuno. Diciamo che la considerazione di quelle sofferenze – ha detto ironizzando Tremonti – da parte delle Regioni è stata particolarmente ‘umana’. Ma un conto e’ dare un assegno a chi ne ha bisogno, un conto e’ dare un assegno e poi girarlo a pie’ di lista a un altro”. Il ministro ha poi rilevato che ”con la manovra nessuno tocca i diritti acquisiti”.

Anche la norma originaria che alzava la soglia di invalidita’ per percepire l’assegno ”era per il futuro; guardando al futuro volevamo fare una scelta di rigore cercando di dare i soldi ai veri invalidi. Il lavoro fatto in Senato e’ stato comunque costruttivo”, ha detto il ministro riferendosi alla modifica che ha riportato alla situazione esistente.

Niente Ici sulla prima casa, imposta municipale unica per 24 tasse. Tremonti ha quindi risposto ad Antonio Misiani del Pd durante un’audizione in Parlamento sulla possibilitù di reintroduzione dell’Ici sulla prima casa: ”Le famiglie – ha detto sarcastico il ministro – pagheranno l’Ici sulla prima casa quando vincerete le elezioni”. Il ministro ha anche evidenziato che la prima casa ”e’ un bene costituzionale” e quindi ”non e giusto tassarla”.

”Il federalismo municipale – ha detto il ministro – e’ per noi fondamentale”. Tremonti ha quindi spiegato le due ”fasi” di questa riforma. ”La prima – ha detto – riguardera’ la devoluzione dei gettiti fiscali ai Comuni sugli immobili che stanno nel territorio regionale”. Il ministro ha spiegato che sul decreto attuativo e’ in atto un confronto anche con l’Anci ”per capire quanto e’ trasferibile fra gettito e fondo perequativo” e che su questo tema anche tra i Comuni esistono diversi punti di vista.

”Vogliamo fare – ha assicurato – il federalismo nel modo piu’ razionale e condiviso con i Comuni e siamo anche davvero convinti che il federalismo fiscale si fa anche qui con voi in commissione”. L’obiettivo e’, in ogni caso, anche quello di ”evitare che gia’ con la fase uno ci sia un caos enorme”. ”Sappiamo bene che c’e’ la crisi – ha proseguito – ma anche se non ci fosse sappiamo che non possiamo fare rubinetteria finanziaria”. ”La fase due – ha concluso spiegando sempre i prossimi passi del federalismo municipale – e’ tendenziale, sulla base che i Comuni e i cittadini scelgono, si tratta di una chance straordinaria ma non significa che ci sara’ una imposta in piu’ ma una unificazione di una serie di imposte”.

E la cancellazione di altre: ”c’e’ perfino la tassa sull’ombra…”, ha detto ricordando anche quando ”eliminai la tassa sul frigorifero”. ”L’idea di una imposta municipale – ha concluso – che concentra 24 forme di prelievo ci sembra di grande interesse perche’ semplifica la vita della gente. Comunque non c’e’ alcuna formula impegnativa, noi attiviamo un sistema di questo tipo e poi lo demandiamo alle scelte libere dei Comuni”.

L’obiettivo del federalismo, ha spiegato infine Tremonti, è ”rendere il meridione d’Italia più ricco. Siamo un Paese duale e noi non vogliamo che diventi diviso. Le politiche condotte finora hanno portato il meridione ad andare indietro. Abbiamo un obiettivo e una visione comune che pero’ non puo’ essere realizzata facendo il ragionamento che il sistema che c’e’ adesso è il migliore possibile. Bisogna cambiare”.