Manovra, Tria anticipa rientro a Roma: non andrà all’Ecofin. Ue in allarme e lo Spread schizza a 282

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2018 17:45 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2018 19:30
Manovra, Tria anticipa rientro a Roma: non andrà all'Ecofin

Manovra, Tria anticipa rientro a Roma: non andrà all’Ecofin

ROMA – Rientro anticipato dal Lussemburgo per Giovanni Tria. Il ministro dell’Economia non parteciperà domani alle riunioni dell’Ecofin ma ha accelerato, rispetto alla consueta missione di due giorni, il suo ritorno a Roma per potersi dedicare domani al completamento della nota di aggiornamento del Def e inviarla in Parlamento. L’Italia sarà rappresentata al vertice dei ministri economici europei dal direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera.

La due giorni in Lussemburgo doveva essere il primo test in Europa per la manovra dopo l’accordo tra M5s e Lega sul deficit/Pil al 2,4%. Gli occhi dei partecipanti alla riunione erano puntati tutti sull’Italia: ci si aspettava per lo meno un chiarimento da parte del ministro del Tesoro, che con i colleghi Ue aveva preso l’impegno di mantenere il rapporto deficit/Pil entro l’1,6 per cento.

Intanto lo Spread tra i Btp e Bund tedeschi schizza a 282 punti, in forte rialzo dai 267 della chiusura turbolenta di venerdì. La notizia deprime anche Piazza Affari, che dopo il recupero della mattinata chiude in calo dello 0,49%. 

“Adesso cercherò di spiegare quello che sta accadendo e come è formulata la manovra”, ha detto Tria prima di entrare all’Eurogruppo. Il ministro ha invitato i partner europei a stare “tranquilli”, e ha anche rassicurato sul fatto che “il debito/Pil scenderà” nel 2019. Ma il percorso per il titolare dell’Economia sembra tutt’altro che in discesa. 

“Aspettiamo la bozza di legge di stabilità” ma “a una prima vista” i piani di bilancio italiani “non sembrano compatibili con le regole del Patto”, ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis entrando all’Eurogruppo. “Ci sono regole e sono uguali per tutti perché i nostri futuri” di Paesi dell’Eurozona “sono legati”, gli ha fatto eco il ministro dell’economia Bruno Le Maire rispondendo a una domanda sull’Italia. “Noi riduciamo il debito, rispettiamo le regole e stiamo sotto il 3% non per soddisfare la Commissione Ue ma perché crediamo che ridurre la spesa pubblica, introdurre riforme sia buono per i francesi”, ha aggiunto. 

Perplessità sono state espresse anche anche dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici: “Per il momento quello che so è che il deficit del 2,4%, non solo per l’anno prossimo ma per tre anni, rappresenta una deviazione molto, molto significativa rispetto agli impegni presi” dall’Italia. 

“I soldi ci sono basta farli girare”, ha liquidato così la questione il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Se la gente lavora, investe, spende la gente compra e paga le tasse; lo Stato incassa di più e il debito diminuisce”.