Manovra, Vendola: “La patrimoniale vietata da Berlusconi”

Pubblicato il 12 Dicembre 2011 10:54 | Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre 2011 11:15

ROMA – ''Lavoreremmo fino allo spasmo per modificare la manovra come chiedono le comunita': dalla Chiesa, al sindacato, ai partiti, alla gente comune'', i margini ''dal punto di vista tecnico ci sono: basta colpire i ricchi anziche' i poveri. E' dal punto di vista politico che i margini non ci sono, e non ci sono a causa di un vincolo inaccettabile'', ''quello di chi ha detto che non si devono toccare le tasche dei ricchi'', cioe' ''Berlusconi''. E' quanto afferma al Quotidiano Nazionale il leader di Sel, Nichi Vendola.

L'ex presidente della Puglia chiede a Monti di ''non nascondersi dietro una foglia di fico e di dare ascolto a chi, come il presidente di Nomisma Pietro Modiano, chiede una patrimoniale una tantum da 100 miliardi di euro e una a regime da 10. E' solo il conformismo di questo Paese stanco ad impedire alla proposta di emergere''.

''Fossi in parlamento – aggiunge Vendola – lotterei per tassare i capitali illegalmente depositati nelle banche svizzere'' e a Casini e Veltroni, secondo cui e' su questi voti che si misureranno le alleanze future, dice: ''Per me e' incredibile: il radicalismo liberal-liberista di Veltroni e' un'ipotesi di subalternita' totale nei confronti della destra e ripropone tutti i miti sconfitti della sinistra che fugge dai luoghi di lavoro e cerca di reclutare i Marchionne come improbabili oracoli della modernita'''.

''La foto di Vasto – aggiunge – e' una speranza per l'Italia e Veltroni non e' entrato in quell'inquadratura perché non vuole il rilancio del centrosinistra ma la nascita di un partito centrista liberista di massa''.

''Non e' vietato a Monti di candidarsi – osserva Vendola sul futuro del premier -, ma Casini fa un torto all'intelligenza degli italiani quando piega la stagione emergenziale agli interessi del Grande centro''.