Mantova revoca cittadinanza onoraria a Mussolini 94 anni dopo

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2018 23:26 | Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2018 0:07
Mantova revoca cittadinanza onoraria a Mussolini 94 anni dopo

Foto Ansa

MANTOVA – Il 21 maggio 1924 il consiglio comunale lo aveva acclamato cittadino onorario di Mantova e lo aveva definito il veggente capo del governo. Ora, 94 anni dopo, lo stesso consiglio comunale ha revocato la cittadinanza a Benito Mussolini definendolo, con la mozione approvata a maggioranza dai partiti di centrosinistra, dittatore e liberticida.

Dopo una guerra mondiale e milioni di morti tra civili e militari, la memoria storica sul Ventennio anche a Mantova è tutt’altro che condivisa. A favore della mozione, voluta a tutti i costi da Sinistra italiana e poi modificata e riaggiustata prima di arrivare in aula e quindi sottoscritta anche da Pd e Lista civica Palazzi, hanno votato in 17 consiglieri, con due assenze strategiche per non accentuare le divisioni nella maggioranza e due non voto da parte del presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti (Pd) e di un altro consigliere dem.

Ci sono volute poi tre ore di discussione per arrivare all’approvazione della mozione che ha fatto indispettire l’opposizione di centrodestra, dei Cinque Stelle, di CasaPound e dei civici di sinistra, tutti contrari alla revoca della cittadinanza: “Non si può cancellare la storia“, è stata l’accusa rivolta soprattutto al Pd, cui è stato anche rimproverato il momento scelto per portare in aula la richiesta di revoca della cittadinanza al Duce, in piena campagna elettorale.

In aula erano arrivati anche alcuni militanti di CasaPound che hanno srotolato dei manifesti con la scritta ‘Basta feccia’, subito tolti dopo che il presidente del consiglio comunale aveva minacciato di tenere la seduta a porte chiuse. Il sindaco Mattia Palazzi (Pd) ha minimizzato le divisioni in aula e nella città sull’argomento: “Sulla questione trovano legittimità posizioni diverse – ha riconosciuto considerando ciò che è successo in altre città dove se ne è discusso – Il voto qui non determinerà gli amici e i nemici di Mussolini. Noi non vogliamo cancellare la storia, ma solo ragionare se la cittadinanza a Mussolini oggi rientri o meno nei valori che questo consiglio e questa città intendono celebrare”.

In aula come consigliere comunale anche un erede di coloro che, nel 1924, votarono a favore della cittadinanza a Mussolini: “Sono orgoglioso che tra loro ci fossero i miei due nonni paterno e materno” ha detto Luca de Marchi, nel 2015 eletto in una lista civica e poi passato recentemente a CasaPound, di cui sarà candidato nel collegio uninominale di Mantova per la Camera.