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Mantovano risponde a Granata: “Se cambiasse la legge, Spatuzza avrebbe la protezione”

mantovano

Alfredo Mantovano

Alfredo Mantovano ha detto che se l’Antimafia cambiasse la legge sui collaboratori di giustizia, ”cancellando il limite dei 180 giorni per fare tutte le dichiarazioni, l’indomani mattina Gaspare Spatuzza avrebbe il programma di protezione”. Il sottosegretario agli Interni lo ha affermato in un’intervista rilasciata alla Stampa.

Proprio il “caso Spatuzza” era stato al centro della polemica con Fabio Granata, che aveva accusato proprio Mantovano di aver negato la protezione al pentito. Il sottosegretario ha invitato Granata a ”non agitare il vessillo della legalità trasformandolo in una clava con cui tramortire i colleghi di partito”. Anche perché, ha sottolineato Mantovano, pur essendo stato ”riscontrato per via D’Amelio e via dei Georgofili”, Spatuzza si è visto bocciare la domanda di protezione per ”rispetto della legge” perché ”ha fatto rivelazioni molto importanti ben oltre il limite temporale”.

Infine Mantovano ha aggiunto: ”Sono contrario al fatto che il contrasto alla mafia sia oggetto di scontro interno”, anche perché ”le polemiche oscurano i risultati”. Per questo Mantovano vorrebbe ”trascorrere una giornata senza dover leggere o sentire una dichiarazione di Bocchino o di Granata”. Alcuni finiani ”hanno definito il Pdl un partito sudamericano. Ma il nostro è un partito che discute e riesce a trovare una sintesi se si vuole trovarla”. Peraltro, ha scherzato il sottosegretario, sarebbe pronto ”anche a un pellegrinaggio a piedi perché scoppi la pace tra Berlusconi e Fini”.

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