Dietrofront Carfagna: “Non mi dimetto più, soddisfatta dagli aggiustamenti sui termovalorizzatori”

Pubblicato il 24 Novembre 2010 12:58 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2010 12:58

Mariastella Gelmini, Mara Carfagna, Maria Vittoria Brambilla

Dimissioni? Anche no. Mara Carfagna prepara il rientro nei ranghi. Sulla Stampa Guido Ruotolo la racconta “soddisfatta e gongolante” dopo una giornata, quella di martedì 23 novembre ” ricca di appuntamenti politici e di emozioni, ma anche di tante soddisfazioni”.

La Carfagna, scrive Ruotolo, ha “confidato a una sua collaboratrice: «Il decreto legge che affida i poteri commissariali per la costruzione dei termovalorizzatori al presidente della Regione, i segnali che arrivano e che ho raccolto nei colloqui che ho avuto tutto il giorno, mi fanno essere ottimista. Sì, posso anche rimettere in discussione la mia decisione, posso anche non dimettermi da ministro e da parlamentare. Confido nel processo virtuoso che si è attivato»”.

Le altre ministre solidali, dalla Gelmini alla Prestigiacomo, persino i triumviri Denis Verdini e Ignazio La Russa hanno ascoltato le sue rivendicazioni. Sembrerà incomprensibile, ma quello che chiedeva Mara Carfagna non era la testa di Nicola Cosentino il Casalese – il coordinatore regionale del Pdl sul quale pende una richiesta di custodia cautelare per collusione con la camorra, sospesa perché parlamentare – servita su un piatto d’argento in poche ore. Voleva, la ministra, che il gruppo affaristico e in odore di camorra che governa il partito in Campania non avesse carta bianca sugli inceneritori che si devono costruire.

Resta l’amarezza per le accuse volgari ma prevale la soddisfazione per il decreto che alla fine ha messo all’angolo i presidenti delle provincie, proprio come chiesto dal ministro.  Dopo averla spuntata, spiega Ruotolo “sembra una saggia cinese, Mara la salernitana. Un passo alla volta. La vicenda della crisi dei rifiuti, degli inceneritori che dovranno essere costruiti diventa così un primo banco di prova di quella offensiva politica che punta alla «trasparenza e legalità» anche dentro il partito. Ma quella sarà la campagna d’inverno di Mara Carfagna. A maggior ragione se la prospettiva sarà quella di un’aspra campagna elettorale, se si dovesse andare al voto. Vuole giocare d’anticipo la ministra. Sa bene che se si andasse ai congressi provinciali in questo clima, Nicola Cosentino otterrebbe percentuali bulgare. E, dunque, sta valutando concretamente se e quale «agibilità politica» le sarebbe garantita, se decidesse di condurre una battaglia alla luce del sole dentro il Pdl”.