Marcello De Vito, torna libero l’ex presidente M5s del Consiglio comunale di Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2019 13:13 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2019 13:49
Marcello De Vito, Ansa

Marcello De Vito (foto Ansa)

ROMA – Torna libero Marcello De Vito, ex presidente del’Assemblea capitolina, arrestato per l’accusa di corruzione nel marzo scorso in uno dei filoni dell’indagine sul nuovo stadio della Roma. Lo ha deciso il tribunale di Roma accogliendo una istanza del difensore Angelo Di Lorenzo. Per lui il processo è stato fissato con rito immediato per il prossimo dicembre.

“Oggi – dice De Vito – posso affrontare il processo da uomo libero, con la serenità e la consapevolezza della liceità delle mie condotte e con piena fiducia nel processo e nella magistratura”. L’ex presidente dell’assemblea capitolina era stato arresto per corruzione in uno dei filoni sul nuovo stadio della Roma. “Finalmente – continua – il mio corpo può ricongiungersi con il mio spirito che è sempre rimasto libero nonostante la mia condizione”.

Dopo che il Tribunale di Roma avrà notificato alla Prefettura il provvedimento di avvenuta scarcerazione di Marcello De Vito, arrestato il 20 marzo scorso con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio dell’As Roma, per lui – primo candidato sindaco di Roma per l’M5s nel 2013 – potrà partire l’iter che lo porterà a riprendere (salvo una sua rinuncia) il posto di presidente dell’Assemblea Capitolina. La maggioranza M5s, infatti, non ha mai portato in Aula il provvedimento di decadenza di De Vito da consigliere comunale, dato che alcuni consiglieri pentastellati temevano possibili ricorsi giudiziari e contabili dopo un’eventuale scarcerazione, come ipotizzato in un parere legale redatto nei mesi scorsi dagli uffici del Campidoglio. Come previsto dalla legge Severino all’articolo 11 comma 6, la sospensione temporanea del mandato negli enti locali “cessa”, tra l’altro, nel caso in cui “venga meno l’efficacia della misura coercitiva”. Dopo la comunicazione della Prefettura al Campidoglio la pratica passerà al segretariato dell’Aula.

Fonte: Ansa.

Sono state le dichiarazioni confessorie dell’imprenditore dell’Eurnova Luca Parnasi a metterlo nei guai. Dichiarazioni poi riscontrate dai carabinieri e ritenute dalla magistratura elementi di prova concreti per ottenerne l’arresto. Il dramma giudiziario dell’allora presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito (da oggi in libertà), nel filone bis dell’inchiesta sulla costruzione del nuovo stadio della Roma, comincia il 20 marzo scorso con l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Maria Paola Tomaselli per concorso in corruzione con l’avvocato Camillo Mezzacapo, ritenuto dalla procura suo socio in affari per presunte utilità ricevute da Parnasi.

Queste le tappe della vicenda:

6 aprile 2019: il tribunale del Riesame conferma la misura cautelare.

13 giugno 2019: il gip ribadisce il no alla scarcerazione richiesta dai difensori di Marcello De Vito.

5 luglio 2019: stavolta il gip concede a De Vito gli arresti domiciliari, previo parere favorevole della procura.

12 luglio 2019: la Cassazione annulla con rinvio il provvedimento con il quale il tribunale del Riesame aveva confermato l’ordinanza del gip. Per i giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte, non ci sono “dati indiziari” sufficientemente motivati dal gip e poi dal Riesame per sostenere che De Vito e Mezzacapo facessero parte del “gruppo criminale” guidato da Parnasi e fossero vittime del suo “metodo corruttivo”. Per la Cassazione, insomma, contro De Vito e Mezzacapo ci sono al momento “congetture” ed “enunciati contraddittori”, tratti dalle dichiarazioni rese ai magistrati dallo stesso Parnasi all’indomani del suo arresto.

9 settembre 2019: De Vito rinuncia all’udienza fissata il giorno dopo davanti al Riesame dopo l’invio degli atti da parte della Cassazione. La difesa scopre che il giudice relatore è lo stesso del collegio che si era già espresso sulla misura cautelare, provvedimento poi annullato dalla Suprema Corte.

18 settembre 2019: a due giorni dalla scadenza della misura cautelare, il gip accoglie la richiesta di immediato cautelare avanzata dalla procura e fissa l’inizio del processo al 4 dicembre prossimo. Sfuma la libertà per De Vito, che rimane così ai domiciliari.

Fonte: Agi.