Marcinelle, 66 anni fa la tragedia della miniera (126 italiani morti in Belgio): Meloni e Letta ci litigano su

L'8 agosto del 1956 la tragedia della miniera belga di Marcinelle: un memento della storia del lavoro e dell'emigrazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Agosto 2022 - 17:13
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Marcinelle, 66 anni fa la tragedia della miniera (Ansa)

Marcinelle, 66 anni fa la tragedia della miniera. Si è svolta oggi al Bois du Cazier di Marcinelle, la commemorazione del 66esimo anniversario della tragedia che, l’8 agosto del 1956, costò la vita a 262 minatori, dei quali 136 italiani.

Marcinelle, 66 anni fa la tragedia della miniera

La commemorazione si svolge negli spazi della miniera di carbone, oggi patrimonio dell’Unesco. A dare il via alle cerimonia, la lettura dei nomi delle vittime e i 262 rintocchi di campana che scandiscono i minuti durante i quali, 66 anni fa, si consumò la tragedia.

Alla cerimonia anche il segretario del Pd Enrico Letta e l’ambasciatore italiano in Belgio Francesco Genuardi, i familiari delle vittime di Marcinelle, una delegazione di lavoratori venuti dall’Italia e impegnati in altre miniere del Belgio, una delegazione degli Alpini e, per la prima volta dopo diversi anni, un gruppo di studenti del liceo romano Francesco Vivona.

La lettera al Corriere su Marcinelle di Giorgia Meloni

Ma su Marcinelle interviene anche la leader di FdI Giorgia Meloni, con una lettera al ‘Corriere della Sera’. Lettera che innesca una polemica diretta con Enrico Letta. L’una sospetta strumentalizzazioni della sinistra a proposito della tragedia di Marcinelle, l’altro giudica il distinguo sbagliato e irricevibile.

Meloni scrive che “utilizzare la tragica ricorrenza di Marcinelle per comparazioni forzate e strumentali non sia un modo corretto né di ricordare gli italiani di ieri, né di affrontare il tema degli stranieri di oggi. Di fronte alla tragedia di Marcinelle e di tutti gli italiani che oggi ricordiamo, caduti sul lavoro lontano dalla patria, chiniamo il capo rispettosamente impegnandoci a preservarne la memoria da una certa, interessata, retorica di parte”.

“Ieri Enrico Letta – aggiunge – ha annunciato da queste colonne la sua partecipazione alla commemorazione istituzionale che si svolge come ogni anno nella cittadina belga. Un gesto che apprezzo, sinceramente e che a Marcinelle ha portato anche me in anni passati, perché quella tragedia è un tassello della nostra vicenda nazionale e di una necessaria memoria storica condivisa”.

Meloni: “Emigrazione di allora diversa da quella di oggi”

Ma, sottolinea, “non credo sia difficile notare come il quadro” allora “fosse radicalmente diverso da quello dell’attuale situazione dell’immigrazione verso l’Italia. Qui e oggi, accanto all’immigrazione regolare, fatta di milioni di stranieri che si sono integrati positivamente nella nostra società e che meritano il nostro apprezzamento, da anni conosciamo ingenti flussi di immigrati irregolari che i governi di sinistra (o ai quali la sinistra ha partecipato) non hanno mai saputo né voluto arginare”.

“Una parte consistente di questi irregolari diventa manodopera per la criminalità organizzata, altri, certo, per caporali e pseudo-imprenditori senza scrupoli, che li utilizzano per rivedere al ribasso le condizioni sociali e salariali dei lavoratori italiani”, scrive Meloni. “Di fronte a questo dramma quotidiano, è doveroso ristabilire il principio elementare che in Italia si può accedere e permanere soltanto rispettando le nostre leggi”, aggiunge.

La replica del Pd

Alla lettera di Meloni ribatte Letta: “Ho trovato la lettera di Giorgia Meloni grave e incomprensibile. Chi si candida a presidente del Consiglio deve sapere che bisogna unire e non dividere il Paese. Io sono fiero di essere a Marcinelle nel rispetto dei nostri connazionali morti qui, per onorare la loro memoria e per parlare di futuro, un futuro in cui l’immigrazione e l’emigrazione non possono avere l’esito che si ebbe 66 anni fa. La cosa grave è dividere morti di serie A e di serie B, questa è una cosa che non faremo mai. Per noi sono tutte persone, che meritano rispetto”.