Marco Bussetti, dalla Puglia la replica al ministro: “E’ il Governo che deve impegnarsi di più, non il Sud”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2019 11:23 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2019 11:23
Marco Bussetti, dalla Puglia la replica al ministro: "E' il Governo che deve impegnarsi di più, non il Sud"

Marco Bussetti, dalla Puglia la replica al ministro: “E’ il Governo che deve impegnarsi di più, non il Sud”

ROMA – Hai voglia a scusarti, a dire che sei stato frainteso: la sortita del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti resta agli atti, a domanda precisa di un cronista ad Afragola sui piani del Governo per il rilancio della scuola al Sud rispondeva perentorio che “al Sud non ci vogliono fondi, vi dovete impegnare, vi dovete impegnare forte. Lavoro, impegno, sacrifici”.

Ecco, la paternale del ministro non è piaciuta per niente: glielo ricordano oggi i sindacati scuola Puglia e il coordinamento degli studenti Uds, respingendo idealmente la palla sul suo campo. Innanzitutto esortandolo a mettere i soldi per l’edilizia scolastica nella regione, una vera emergenza. 

“Siamo alle solite: per il ministro leghista il problema sono i meridionali e non i sistemi nazionali che premiano chi sta meglio e lasciano indietro chi sta peggio, non il regionalismo differenziato che peggiorerà ulteriormente la situazione”, spiegano Claudio Menga, Segretario Generale dell’FLC Puglia, e Davide Lavermicocca, Coordinatore dell’Unione degli Studenti (UdS) Puglia.

Bersaglio di sindacati e studenti le riforme per concedere più autonomia alle regioni del Nord: “Creerà problemi non solo alle regioni meridionali ma all’intero Paese – prosegue Menga – Si tratta in realtà di un progetto di secessione dei ricchi che aggraverà i problemi delle scuole meridionali, non risolverà i problemi delle scuole del Nord e romperà l’unicità del sistema di istruzione con la lesione del diritto di tutte e di tutti all’accesso paritario all’istruzione e a una cittadinanza consapevole. Il sistema, dell’istruzione meridionale ha invece bisogno di maggiori risorse da destinare alle scuole, a cominciare dallo 0/6, per finire all’università e all’alta formazione artistica e musicale”.