Marco Di Stefano, l’accusa: “Laurea comprata. 12mila € pagati da Regione Lazio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2014 12:10 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2014 12:10
Marco Di Stefano, l'accusa: "Laurea comprata. 12mila € pagati da Regione Lazio"

Marco Di Stefano (Ansa)

ROMA – Marco Di Stefano avrebbe comprato una laurea in Scienze Giuridiche pagandola con i soldi della Regione Lazio, ben 12mila euro. Spunta anche questa nuova accusa contro il deputato del Pd. Il reato ipotizzato dai magistrati della procura di Roma coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi è la corruzione.

E questa è l’ultima contestazione in un’inchiesta che ipotizza il pagamento di una tangente da quasi due milioni di euro da parte degli imprenditori Antonio e Daniele Pulcini per un affare immobiliare. E riguarda anche l’omicidio di Alfredo Guagnelli, che di Di Stefano era amico e collaboratore.

La vicenda la ricostruisce Florenza Sarzanini sul Corriere della Sera di oggi 29 novembre: 

“Dalle carte dell’inchiesta depositate nei giorni scorsi emerge l’inquietante ipotesi che di Stefano possa aver ricattato i politici del Pd dopo aver svolto attività di dossieraggio nei loro confronti. Infuriato per il risultato ottenuto alle primarie per le elezioni politiche nel febbraio 2013 minacciava al telefono di «scatenare la guerra nucleare’, accusava Zingaretti, parlava di ‘maiali che hanno imbrogliato le primarie'”.

“Tanto che i pubblici ministeri, sollecitando la proroga delle intercettazioni, parlavano di ‘particolare condizione di inquietudine ravvisabile nell’ animus di Di Stefano il quale, ormai relegato ai margini dell’imminente competizione elettorale, starebbe raccogliendo, nell’ottica di inficiare la carriera politica di alcuni colleghi di partito, materiale cartaceo per essi compromettente’. Il parlamentare sarà interrogato martedì mattina. Dovrà spiegare come mai tra il 2008 e il 2010, quando era assessore al Patrimonio della Regione Lazio abbia fatto in modo che la società controllata ‘Lazio Service’ – anche grazie alla complicità della sua compagna Claudia Aironi che era direttore della Logistica e di Tonino D’Annibale che era il direttore amministrativo, entrambi indagati – affittasse due immobili dei Pulcini all’esorbitante cifra di 3 milioni e 725 mila euro giustificandoli con una necessità urgente che in realtà era falsa”.

“In realtà quel contratto sarebbe servito ai proprietari per far salire il valore degli stabili e poi venderli – come effettivamente avvenne – all’Enpam. Dovrà chiarire che cosa davvero accadde tra lui e Guagnelli – che per quell’affare incassò 300 mila euro – prima che l’uomo sparisse nel nulla il 9 ottobre 2009. E adesso dovrà anche giustificare quel falso titolo di studio. Sono stati i carabinieri del reparto operativo di Roma, che da tempo indagano sulla «rete» di società e imprenditori tessuta da Di Stefano, ad accertare che il parlamentare ha comprato gli esami di un’università telematica quando è diventato assessore all’Istruzione e in circa 4 mesi è riuscito a ottenere la laurea in Scienze Giuridiche. Prezzo totale: 12mila euro che Di Stefano ha pensato di addebitare alla Regione affidando al rettore dell’Ateneo una consulenza con ‘Sviluppo Lazio’». Il conto è stato così saldato, anche se nel curriculum della Camera Di Stefano ha come titolo di studio: diploma di liceo scientifico”.