Marco Pannella: “Curo due tumori con 60 sigari al giorno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Agosto 2014 11:47 | Ultimo aggiornamento: 6 Agosto 2014 11:47
Marco Pannella (foto Lapresse)

Marco Pannella (foto Lapresse)

ROMA – Marco Panella ha il tumore e se ne frega: “Curo due tumori con 60 sigari al giorno. Il fumo mi salva dalla malattia” dice spavaldo intervistato al Fatto Quotidiano.

Pannella, vuole morire? Sta forse praticando un’auto-eutanasia?
Proprio perché non voglio morire continuo a fumare! Se dovessi smettere ci resterei secco. Non voglio suicidarmi. Il fumo in tutti questi anni ha impedito al mio corpo di ammalarsi. Due tumori alla mia età ci possono pure stare. Me ne frego. Semmai ho un dolorino ai reni che non si capisce cosa sia.

Pannella, 60 sigari al giorno con un tumore al polmone. Almeno li riduca. E poi i sigari non si aspirano.
E dove sta scritto che non si aspirano? Anzi, i medici mi dicono sempre che, specie quando sono in sciopero della sete, mi fanno bene perché fanno aumentare la salivazione. Altrimenti sarei spacciato.

Ma non rischia la vita a fare il Satyagraha con due tumori?
Sì, è pericoloso, ma io sono sempre monitorato. E ho il mio metodo: quando digiuno, prendo tre cappuccini al giorno oppure un pacchetto di patatine. Se non bevo, trecento grammi di ciliegie o di susine.

Qualcuno la accusava di mangiare di notte.
Balle stratosferiche. Ma quando non digiuno le mie porzioni sono abbondanti. Mai meno di 250 grammi di pasta.

Sempre esagerato. Alla faccia di nutrizionisti e salutisti.
Sono tutti una manica di c…. Vogliono metterci paura su tutto: paura di mangiare, di fumare, di scop…. Il corpo, invece, più viene sollecitato e più si rafforza. Se ti moderi ti indebolisci e ti ammali più facilmente. Vi consiglio la lettura di “Digiuno, autofagia e longevità” di Ulisse Franciosa. Più metti alla prova il tuo fisico e più campi a lungo. Io ne sono la prova vivente.

Una vita esagerata, spericolata la sua, altro che Steve MacQueen… Almeno con le canne ha smesso?
Ma io non sono un consumatore abituale di droghe leggere. In vita mia mi sarò fatto 8 o 9 spinelli in tutto e sempre in situazioni pubbliche, a sostegno delle mie battaglie politiche. Una volta, a una manifestazione, pensavo di fumare marijuana invece era una sigaretta e manco me ne sono accorto. Mi sono sempre bastate le mie Celtic.

Pannella che non si fa le canne è una notizia. Ora non mi dirà che pure la sua bisessualità dichiarata è un escamotage a sostegno delle battaglie radicali?
Ho avuto qualche esperienza omo-sex e nemmeno troppo entusiasmante. Ma è chiaro che faceva gioco a tutti che io fossi ‘il drogato d’Italia’ o ‘il frocio d’Italia’”.

Quando ha rischiato davvero la vita per i suoi digiuni?
Diverse volte. Una in particolare, durante il processo a Saddam, con un Satyagraha per non farlo giustiziare. Il mio medico mi disse: se non lo impiccavano, ci restavi tu.

I suoi critici la accusano di ricattare la politica: ecco Pannella con il suo solito digiuno che arriva a un passo dalla morte.
Il Satyagraha è l’unica vera forma di lotta non violenta contro il potere. Invece di mostrare i muscoli, mostri la tua magrezza. Guardate Gandhi. Lui però quando digiunava stava a letto, io non mi fermo un attimo.

L’ha chiamata pure il Papa…
La sua telefonata mi ha reso felice. Mi ha detto: ‘La ringrazio per il suo coraggio, continui a essere coraggioso’. Qui, nel palazzo della storica sede del Partito Radicale, a via di Torre Argentina, ci sono le “suore benedittine” e anche “le suore operaie”…. Mi vogliono bene, mi fermano sempre per sapere come sto e cosa faccio.

Quando la finirà di litigare con Massimo Bordin?
Continueremo fino a quando andrà in onda la trasmissione domenicale. Lui, come Emma (Bonino, ndr), è assolutamente radicale, ma in modo molto diverso da me. Per questo ci scorniamo.