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Marco Verzaschi, impiegato con vitalizio da 4500€/mese. Fu Mr 30mila preferenze

Marco Verzaschi, impiegato con vitalizio da 4500€/mese. Fu Mr 30mila preferenze

Marco Verzaschi, impiegato con vitalizio da 4500€/mese. Fu Mr 30mila preferenze

ROMA – Marco Verzaschi, impiegato alla Regione Lazio con un già dignitoso stipendio di fascia C da 1.400 euro netti, è tra gli ultimi privilegiati cinquantenni a godere di un vitalizio di 4.587 euro e 14 centesimi. Lui che fu soprannominato “Mister 30 mila preferenze” per quell’incarico elettivo durato 11 anni, incassa oggi dalla stessa Regione per la quale è impiegato anche un vitalizio pari al triplo della busta paga. Cioè l’importo del vitalizio da ex consigliere regionale cui Verzaschi ha diritto dal settembre 2009.

Tutto regolare, nulla di illecito, ma sintomatico della schizofrenia dei privilegi che ancora paghiamo, nonostante l’abolizione dei vitalizi in tutte le Regioni. Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, ripercorre la trasversale carriera politica di Mr Trentamila preferenze:

Nel 1986 è già consigliere comunale di Roma per la Democrazia cristiana: da lì al consiglio di amministrazione dell’Amnu, la municipalizzata dei rifiuti che avrebbe poi preso il nome di Ama, il passo è breve. Otto anni dopo, nel 1994, si affaccia al governo: capo della segreteria del ministro della Difesa Cesare Previti, per cui aveva fatto la campagna elettorale. Esperienza brevissima culminata con l’elezione, l’anno seguente, nelle liste forziste del Consiglio regionale del Lazio. Tappa di una scalata formidabile. Che lo porterà nel 1997 all’incarico di coordinatore di Forza Italia a Roma, e finalmente al posto di assessore all’Ambiente per passare poi a quello ancora più succulento di assessore alla Sanità nella giunta regionale di Francesco Storace. Prima del pentimento. Corre l’anno 2004 e i sondaggi cominciano già a dare per spacciato il centrodestra: lui non può che prenderne virilmente atto passando armi e bagagli all’Udeur di Clemente Mastella. Nel maggio 2006 apre il suo cuore a Fabrizio Roncone del Corriere : “Quando mi accorsi che il partito stava morendo, senza più quadri dirigenti, capii che il mio posto non era più lì. Berlusconi cercò di convincermi a restare, due ore a parlare fitto, a fare ragionamenti. Purtroppo per lui, e fortunatamente per me, nel frattempo il feeling politico con Mastella era cresciuto ed era forte…”. In quel momento è il nuovo sottosegretario alla Difesa del governo di centrosinistra, che parla. È rientrato nello stesso ministero, stavolta dalla porta principale ma con meno capelli di quando era solo il segretario di Previti, grazie ai famosi trentamila voti portati in dote all’Unione di Romano Prodi che aveva battuto Berlusconi con una differenza di soli ventiquattromila.

Nel 2008, poco prima della caduta del governo Prodi, la sua carriera si interrompe bruscamente per un’inchiesta su presunte tangenti che Verzaschi avrebbe preso quando era assessore alla Sanità. Il 28 ottobre 2013 è condannato in primo grado e interdetto dai pubblici uffici per cinque anni, ma è ricorso in appello. Nel frattempo timbra regolarmente il cartellino alla Regione Lazio.

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