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Maria Elena Boschi e Luigi Di Maio: duello in tv a Porta a Porta?

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Un vecchio confronto tra Maria Elena Boschi e Luigi Di Maio (foto da YouTube)

ROMA – Maria Elena Boschi contro Luigi Di Maio: ci sarà un vero e proprio duello in tv (probabilmente a Porta a Porta). La sottosegretaria ha invitato il candidato premier del Movimento 5 Stelle sul tema Banca Etruria. Di Maio aveva detto che Renzi e Boschi “sono gli aguzzini dei correntisti italiani”. La Boschi allora l’ha sfidato: “Parliamone in tv, parli di cose che non sai”.

Ma Di Maio e i grillini non sono gli unici detrattori della Boschi sul tema banche. Facciamo un riepilogo. “Ovviamente” la Boschi sarà presente alla riunione Consiglio dei ministri che venerdì deciderà il nome del futuro governatore di Banca d’Italia. In serata fonti di Palazzo Chigi chiudono così il nuovo fronte dello scontro aperto da Mdp. Una interrogazione di Arturo Scotto al premier Paolo Gentiloni chiedeva infatti che la sottosegretaria alla presidenza, che in Cdm svolge funzioni di segretario, non partecipasse alla riunione sull’Istituto perché “su di lei grava un pesante conflitto di interessi” visto che il padre Pier Luigi è stato vicepresidente di Banca Etruria. Ma da Palazzo Chigi, senza entrare in polemica, fanno sapere che non c’è nessuna ragione perché Boschi si assenti.

Discorso chiuso. Non per i renziani, che definiscono l’iniziativa di Mdp come “una cattiveria gratuita” che smaschera la finta apertura al dialogo sulle alleanze. E sul ring dello scontro sulle banche, che promette di tenere banco in campagna elettorale, decide di salire in serata la stessa Boschi. Questa volta per replicare al duro attacco ricevuto da Luigi Di Maio. Il candidato premier M5s accusa Renzi e Boschi di essere “gli aguzzini dei correntisti italiani: fanno lo show contro Visco per far vedere che tutelano i risparmiatori, ma li hanno massacrati”, è la tesi. La sottosegretaria replica a muso duro: “Di Maio parla di cose che non conosce o non capisce. Io non avevo e non ho nessuna banca, mio padre è stato mandato a casa come tutti, noi abbiamo salvato i correntisti. Ora basta bugie: sono pronta a un dibattito televisivo con l’onorevole Di Maio sulla questione bancaria”, è la sfida di Boschi (Bruno Vespa immediatamente mette a disposizione il suo studio).

E’ in questo clima che maturerà, nelle prossime ore, la scelta del nuovo governatore di Bankitalia, sull’asse Palazzo Chigi-Quirinale. A via Nazionale avrebbero auspicato un’accelerazione per fermare lo stillicidio di dichiarazioni che, riferiscono, starebbe creando una sensazione di incertezza. Ma sia il Colle che Palazzo Chigi stoppano le voci, che accreditavano il Cdm per mercoledì, e confermano che si va avanti sulla road map già decisa: giovedì Gentiloni dovrebbe andare al Quirinale a illustrare a Sergio Mattarella il suo orientamento. E venerdì in Cdm sarà formulato il nome, che dovrà ricevere il parere di Bankitalia. Poi la firma del presidente. La partita non sarebbe ancora chiusa. Ma le opzioni sul tavolo restano sostanzialmente due: la conferma di Ignazio Visco, che dopo essere finito sotto il fuoco di fila del Pd non sembra intenzionato a fare un passo indietro, o una successione “interna”, per la quale continuano a farsi i nomi di Salvatore Rossi e Fabio Panetta.

Pare invece esclusa, secondo un orientamento che sarebbe condiviso dal Quirinale, la scelta di un profilo esterno alla Banca. Gentiloni ha chiesto ai suoi il massimo riserbo: nessuno spiffero precederà la sua decisione. I rapporti con Renzi, sottolineano dal Pd, volgono al sereno, tanto che il premier sarà sabato a Napoli alla conferenza programmatica del partito. Ma la mozione Dem contro Bankitalia e le sortite del segretario dei giorni scorsi, osservano fonti Pd, hanno avuto l’effetto di rendere più complicata la decisione del premier, volta a tutelare l’autonomia e autorevolezza della Banca.

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