Maria Novella Oppo, giornalista bersaglio di Grillo: “Lui vuole il casino”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Dicembre 2013 17:54 | Ultimo aggiornamento: 6 Dicembre 2013 18:59
beppe_grillo

Beppe Grillo

ROMA – E’ l’ultimo bersaglio di Beppe Grillo, Maria Novella Oppo, giornalista dell’Unità. Di lei Grillo, nel suo blog, ha scritto:

“Maria Novella Oppo si vanta di lavorare all’Unità dalla fine del ’73. Da allora non ha mai avuto un altro lavoro ed è mantenuta dai contribuenti da 40 anni grazie ai finanziamenti pubblici all’editoria che il MoVimento 5 Stelle vuole abolire subito. La Oppo appena può diffama pubblicamente il M5S”.

Per poi aggiungere:

“Segnalate gli articoli dei ‘giornalisti’ stile Oppo per la nuova rubrica del blog: ‘Giornalista del giorno’”.

Ma cosa ha scritto la giornalista? Articoli come questo:

Il premier Enrico Letta, per convincere i «talebani europei dell’austerità» ha detto che, se si va avanti con le tasse, Grillo prenderà il 51% (ma a lui non basta: vuole il 100%).

Perché Grillo vuole tutto, soprattutto il casino totale, sul quale urlare il suo vaffanculo eugenetico, per fare strage di politici e sindacalisti, che tanto sono tutti morti che camminano, mentre lui solo è vivo e lotta insieme a se stesso e Casaleggio: due populisti al prezzo di uno. E attorno a loro, un brulichio di piccoli fan, divenuti per miracolo parlamentari e tenuti al guinzaglio perché non si prendano troppe libertà. La libertà appartiene alla rete, cioè a chi ha in mano la rete, la butta in acqua e tira i remi in barca.

Anche se non sempre la pesca è fortunata; alle volte il mare è troppo grosso e non si porta a casa niente. Così, venerdì a Genova, tra i lavoratori del trasporto pubblico in lotta, Beppe Grillo è apparso come la Madonna pellegrina a caccia di voti, o anche solo di consensi. Un piccolo brano del suo discorso si è visto anche nei tg, il resto lo abbiamo letto sui giornali di carta, riferito puntualmente dagli odiati cronisti che lo perseguitano.

Dunque, con le nostre orecchie abbiamo sentito il comico genovese dire di essere solidale con gli scioperanti, che hanno ragione perché «le aziende appartengono a chi ci lavora». Ma va? E qui parlava il Grillo dei Soviet, nato improvvisamente la notte scorsa, perché è noto che di socialista il Movimento a 5 stelle vuole abolire anche la parola sulle lapidi dei martiri antifascisti. Ma pazienza, cosa volete che sia, anche l’ignoranza fa brodo, se si vuole fare casino e gettare odio su tutto. Se invece si vuole cambiare il mondo, bisogna anzitutto studiarlo e confrontarsi con chi ci prova da sempre, a cambiarlo. Per questo, il primattore Grillo, a Genova, che è la sua città, questa volta si è sentito dire dai lavoratori: stai indietro.