Marina Berlusconi, ora tocca a lei? “Sfregiato mio padre come nemico politico”

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 24 Giugno 2013 20:34 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2013 20:34
Marina Berlusconi, ora tocca a lei? "Sfregiato mio padre come nemico politico"

Marina Berlusconi, ora tocca a lei? “Sfregiato mio padre come nemico politico” (Foto Lapresse)

MILANO – E’ la difesa di una figlia, certo. Una figlia che vede il padre condannato a 7 anni, distrutto politicamente per via di quella interdizione perpetua ai pubblici uffici, affossato da accuse infamanti per aver avuto rapporti con una prostituta minorenne. Ma è anche una difesa dal tono politico. Marina Berlusconi difende suo padre, certo, ma sembra anche, a leggere il tono delle dichiarazioni post sentenza Ruby, che si stia preparando.

Preparando a scendere in campo, a darsi alla politica attiva. A fianco del padre, nel segno del padre. E, per la prima volta, in prima persona. C’è, sicuramente, lo sdegno di una figlia arrabbiata e ferita nelle parole della primogenita dell’ex premier: “Non chiamiamola sentenza. Non chiamiamolo processo. Soprattutto, non chiamiamola giustizia. Tutto il castello crollerà, è certo, la verità verrà ristabilita, ma questo non basta in alcun modo a mitigare l’amarezza e lo sdegno”.

Ma poi il tono si fa politico: “Questo processo è stato concepito per essere celebrato sulle pagine dei giornali e nei talk show, per sfregiare l’uomo individuato come il nemico politico da demolire e non per stabilire la verità dei fatti. Quello cui abbiamo dovuto assistere è uno spettacolo assurdo che con la giustizia nulla ha a che vedere, uno spettacolo che la giustizia non si merita. La condanna era scritta fin dall’inizio, nel copione messo in scena dalla Procura di Milano”.

E quindi: che Marina Berlusconi si stia preparando a succedere al padre? Perché se il lento e presumibilmente lungo corso della giustizia dovesse approdare a una condanna di secondo e poi di terzo grado, Berlusconi sarebbe politicamente finito. Anche limitandoci a questa sentenza di primo grado lo smalto di Berlusconi politico risulta decisamente sbeccato. E chi potrebbe succedergli? Un “delfino”, nel Pdl, non c’è: l’operazione “Alfano-delfino” non è stata certo un successo. Angelino segretario e viceministro, ma certo non dotato di appeal autonomo, di verve politica tale da unire il partito e il centrodestra come solo Berlusconi sa fare. Per non parlare della capacità di attrarre consensi elettorali che si trasformano in voti, milioni di voti, pregio indiscusso e indiscutibile di Berlusconi.

Troppo presto per dirlo e per scriverlo, ma la sensazione, a leggere le parole di Marina, è che dopo Berlusconi solo Berlusconi potrà esserci: da Silvio a Marina, da padre a figlia, nel segno della continuità, anche di sangue.