Mario Adinolfi: “La Chiesa decida se stare con Salvini o contro di lui”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 maggio 2019 15:12 | Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2019 15:12
mario adinolfi salvini

Mario Adinolfi: “La Chiesa decida se stare con Salvini o contro di lui”

ROMA – Mario Adinolfi, Presidente del Popolo della famiglia, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul risultato del Popolo della famiglia alle Europee. “Abbiamo preso 114mila voti, più di Casapound e Forza Nuova –ha affermato Adinolfi-. C’è il ciclone Salvini che ha preso un po’ di voti pure a noi. A CasaPound Salvini l’ha sbrindellata proprio. La verità è che Salvini è andato a prendersi molti voti di CasaPound, Forza Nuova e ha prosciugato il M5S”.

Sulla vittoria di Salvini. “Salvini vince anche la battaglia del voto cattolico, questo è preoccupante –ha affermato Adinolfi-. C’è un’intervista al cardinale Muller sul Corriere che pone al Papa la questione del rapporto con Salvini. Non è un caso che Salvini ha commentato i risultati con il crocifisso in mano e ieri ha ringraziato gli uomini di Chiesa che silenziosamente lo avevano aiutato. La questione Salvini pone un tema ai cattolici, anche a livello ecclesiastico. Non si può continuare a far finta di niente. Serve una grande mobilitazione politica dei cattolici. Se si vuole frenare l’avanzata sovranista, occorre tornare a una formazione politica seria e a un soggetto politico che sia in grado di contrastare quest’avanzata. Salvini è quello che in finanziaria prova a raddoppiare le tasse al volontariato, non è uno che ha spirito accomodante rispetto alle istituzioni ecclesiastiche. La chiesa ha due strade: o diventa collaboratrice dell’avanzata sovranista, oppure deve andare in conflitto con essa. Non si possono ridurre i cattolici all’irrilevanza, anche perché a Salvini non frega nulla della famiglia e dei cattolici. Non credo al ruolo del PD di Zingaretti. Lo poteva fare Renzi ma ha fallito l’occasione, tradendo i cattolici su alcuni temi. Zingaretti è un comunista sostanzialmente. Il PD non avanza, arretra in termini assoluti. La vera strada del Pd oggi è il rassemblement con il M5S. Lo schema di domani sarà Forza Italia che si avvicina all’area del Pd e il M5S. Dall’altra parte ci saranno Lega e FDI più Toti e i suoi. In questo schema un soggetto politico cattolico potrebbe fare da ago della bilancia. I radicalismi in questo momento sono vincenti, ma la lezione della politica dice sempre che una forza dell’8-10% che fa da intercapedine agli estremismi può essere determinante”. (fonte RADIO CUSANO CAMPUS)

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