Mario Adinolfi: “Sono divorziato, ma è un peccato. La legge è da cancellare”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 18:21 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 18:51
Mario Adinolfi: "Sono divorziato, ma è un peccato. La legge è da cancellare"

Mario Adinolfi: “Sono divorziato, ma è un peccato. La legge è da cancellare”

ROMA – Se Mario Adinolfi andrà al governo cancellerà la legge sul divorzio. Il divorziato e leader del Popolo della Famiglia ha definito il divorzio un peccato, anzi il male della società, dunque va abolito. Parlando ai microfoni de La Zanzara in onda su Radio 24, Adinolfi si scaglia anche contro i gay e dichiara che tra le sue proposte di legge ci sarà anche quella di togliere i soldi pubblici per il cambio di sesso.

Il leader del Popolo della Famiglia ha commentato così il divorzio:

“”Se governassi io il divorzio va cancellato. Io, se non ci fosse stata la legge sul divorzio, non avrei divorziato, commettendo un peccato. Lo ritengo qualcosa di pericoloso essendoci passato dentro. E’ un male della società. E l’adulterio è un peccato. Però se uno si tradisce il matrimonio non si deve rompere, deve rimanere stabile”.

Poi ha attaccato i locali per scambisti che proliferano in tutta Italia, dichiarando che vanno chiusi:

“Se è vero come mi dicono che viene consumata in quei locali droga a fiumi, bisogna chiuderli. In molti locali di quel genere viene consumata droga a fiumi per perdere i freni inibitori. Sono inutili e non solo. Molto spesso c’è pure lo sfruttamento della prostituzione. E poi non capisco come si fa ad andare a caso nella dimensione più bella che ha l’essere umano, che è la sessualità. Non ho mai fatto sesso con una sconosciuta e non sono mai andato in un bordello, che è business sulla pelle delle donne”.

Adinoldi si scaglia anche contro trans e gay:

“Vanno eliminati i soldi pubblici per cambiare sesso. Trovo insensato che gli uomini vadano a trans, che senso ha?”.

Essere gay oggi significa essere privilegiati?:

“Si, appartieni alla lobby. Oggi essere una ragazzina che pesa 100 kg a scuola è fonte di discriminazione, se una è capetta dell’ArciLesbica può essere un privilegio. Non c’è proprio confronto. Se sei obeso vieni discriminato, se sei gay no”.

E alla domanda se c’è un legame tra omosessualità e pedofilia, dice:

“Sono due cose diverse. Ma guardiamo la Chiesa. Più dell’80 per cento dei casi riguarda preti gay con maschi giovanissimi. Dunque più che un problema di pedofilia bisognerebbe parlare di problema di omosessualità. Dunque nell’esperienza fatta studiando i casi di pedofilia nella Chiesa, avevano le tendenze ad andare nell’80 per cento dei casi prevalentemente coi maschi. Questo mi fa immaginare che il problema sia di un qualche link che esiste tra pedofilia ed omosessualità, nella Chiesa. Il problema è più l’omosessualità che la pedofilia”.