Corruzione, Monti: “Parte della politica inerte” Su Fiat: “Non ha chiesto aiuti”

Pubblicato il 24 settembre 2012 12:43 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2012 12:47
Mario Monti

Mario Monti (Lapresse)

ROMA – Il premier Mario Monti non concede sconti a nessuno. Nel suo intervento a Roma per la conferenza internazionale dell’Ocse, parla di “inerzia di una parte della politica che è comprensibile ma non scusabile”, a proposito delle misure contro la corruzione. E sull’incontro con Fiat di sabato, precisa che “non sono state chieste concessioni finanziarie e se fossero state chieste, non sarebbero state accolte”. Poi promette un “pacchetto giustizia equilibrato” e un 2013 di crescita.

Vari i temi affrontati dal premier nel corso del convegno, ma di una cosa è sicuro: “Grazie all’azione di questi mesi l’Italia si è tolta dalla lista dei paesi che rappresentavano un problema per la stabilità dell’euro”. Il motore dell’economia, assicura, “si avvierà lentamente” ma il 2013 sarà un anno di crescita.

Nella nota di aggiornamento al documento di Economia e Finanza per il 2013 è previsto un -0,2% per il Pil, ma Monti ha spiegato: “Si tratta della media d’anno, ma nelle nostre previsioni l’andamento dell’economia sarà ascendente nel corso del 2013, per questo parliamo di crescita”. Anche il segretario Ocse ha confermato che “l’azione realizzata in questi mesi produrrà nei prossimi 10 anni un aumento di 4 punti percentuali del Pil”. Tuttavia è troppo presto per “abbandonare il rigore. Quello va sempre mantenuto”. Ma adesso “se vogliamo uscire dalla crisi bisogna guardare all’andamento della competitività delle imprese e aumentare la produttività”, ha continuato il presidente del Consiglio.

E se “le liberalizzazioni hanno portato il Paese a una media simile o superiore a quella dei Paesi Ocse, la percezione delle difficoltà dalle aziende è ancora alta. L’Ocse inoltre ha posto l’accento sulla trasparenza del settore pubblico: in Italia il livello di corruzione è superiore a quello della media Ocse”, ha affermato il premier che ha aggiunto: “C’è un’inerzia comprensibile ma non scusabile da alcune parti politiche” nel portare a termine il ddl anticorruzione che comunque il governo vuole portare “avanti” inserito “dentro un pacchetto equilibrato” di provvedimenti sulla giustizia.

Infine, uno sguardo ai giovani e ai cosiddetti outsider. “L’Italia è uno tra i Paesi osservati dall’Ocse caratterizzato da un’alta immobilità sociale – ha detto Monti – i figli rimangono nella stessa categoria sociale dei genitori, rimangono in casa con i genitori, e spesso finiscono per fare lo stesso lavoro dei loro genitori”.

Per questo, sottolinea, “abbiamo sempre cercato di tenere ben presenti, nella nostra azione, le esigenze dei giovani e degli outsider”.

Il premier ribadisce di non essere intenzionato a ricandidarsi alla guida del governo. Ma va smentito il cosiddetto “teorema Juncker”, secondo cui: “Chi fa le riforme strutturali lo fa per il bene del suo Paese ma poi perde le elezioni”. Smentito in molti casi ma che comunque non si può “applicare in alcun senso a noi”.