Monti non dice “no”: “Il mio futuro politico? Ci devo pensare”

Pubblicato il 12 settembre 2012 18:03 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2012 19:28

Mario Monti (Foto Lapresse)

NEW YORK – Il flebile spiraglio che Mario Monti lascia intravedere, circa il suo eventuale futuro da politico, è contenuto tra le righe di un’intervista al Washington Post: ”Non ho ancora riflettuto sul futuro. Sono molto impegnato a guidare il Paese in questi mesi difficili”. In patria non potrebbe concedersi nemmeno uno spiraglio, infatti subito dopo aggiunge, per sicurezza: “Ma il mio futuro politico su cui mi sto concentrando finisce nella primavera del prossimo anno con le elezioni”. Mario Monti sa che l’interlocutore americano (sta parlando a uno dei più qualificati quotidiani Usa) è quello che ha maggior bisogno di rassicurazioni.

Perché all’estero la domanda principale è: che sorte toccherà all’Italia, ovvero uno degli anelli fragili nel già provato continente europeo, quando al governo torneranno i politici? Seguirà il percorso di riforme incisive e sostanziali anche con un premier targato Pd o Pdl o Udc? Senza tralasciare che fu proprio un allarmato ambasciatore americano in Italia a convocare informalmente Berlusconi quando parlò di una sua possibile ricandidatura. E non servono i dispacci di Wikileaks per capire di quale fiducia godesse Berlusconi a Washington.

Cosa preoccupa Monti lo spiega lui stesso: ”Ovviamente sono preoccupato che nella politica italiana possa tornare tutto come prima”. Ovvero niente riforme impopolari, risanamento economico lasciato a metà, litigiosità tra alleati che paralizza l’azione del governo, spread alle stelle…La chiosa serve a tranquillizzare più i partiti italiani che gli interlocutori stranieri: “Sono fiducioso che questo non accadrà, perché i politici hanno avuto tempo per riflettere”.