Mario Monti: “Né a destra né a sinistra”. Gelo con Casini

di Federico Garimberti
Pubblicato il 14 settembre 2013 6:48 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2013 0:01
Mario Monti: "Né a destra né a sinistra". E' gelo con Casini

Mario Monti: “Né a destra né a sinistra”. E’ gelo con Casini

CAORLE  – (ANSA) In attesa di capire cosa succederà nel centrodestra, Mario Monti prende tempo ribadendo che Scelta Civica non sta “né con la destra né con la sinistra” ma guarda unicamente agli interessi del Paese e alle riforme necessarie. Nel primo giorno della festa organizzata nella città balneare veneta di Caorle, l’ex presidente del Consiglio riporta al centro la barra del timone del Movimento che, fra molti distinguo e divergenze, cerca di traghettare verso una collocazione politica che gli assicuri un futuro. Ma si percepisce una certa freddezza con Pier Ferdinando Casini che contestualmente apre la festa dell’Udc a Chianciano.

I due leader praticamente si ignorano, nessuno dei due farà visita alla Kermesse dell’altro. E pensano anche a due strategie diverse. Il Prof dice di non volersi allineare a nessuno schieramento anche se guarda con attenzione a quello che succede dalle parti di Renzi. Casini guarda al Ppe e alle colombe del Pdl per una nuova formazione moderata. Il Professore dopo aver guardato con interesse quanto stava accadendo nel centrodestra berlusconiano, deve aver realizzato che i tempi dell’uscita di scena del Cavaliere sono più lunghi del previsto. Così, anche per frenare i malumori di quanti dentro SC preferiscono guardare a sinistra, chiarisce di non voler schierare il Movimento.

In una lunga intervista al Gazzettino riconosce però di “guardare con interesse “a Renzi e alla sua volontà di cambiare il Pd per cambiare l’Italia”. Obiettivi “ambiziosi”, avverte l’ex premier, ma che, per chi “come noi pensa che nuove leadership servano se portano nuove idee”, appaiono sicuramente interessanti. Ciò non significa schierarsi con il sindaco di Firenze. SC, chiarisce Monti, non è “né a sinistra, né a destra né attorno al Pd né attorno al Pdl” e il problema delle alleanze si porrà solo se sapremo “consolidare” la nostra “singolare presenza”. Anche perché ammette di non sapere cosa ne sarà di un eventuale Pdl “deberlusconizzato”. Visto che anche se il Cavaliere lasciasse non è detto che il partito ci guadagnerebbe in termini “di carica riformatrice e attitudine europea”.

SC deve quindi restare al centro dello schieramento, nel senso di equidistanza da Pd e da Pdl in attesa che le leadership sia da una parte che dall’altra si chiariscano. Nel frattempo bisogna però risolvere il nodo del rapporto con i “fratellastri” dell’Udc. Monti – che si è scusato per l’assenza alla kermesse centrista che si svolge in contemporanea a Chianciano, ma ha dovuto incassare il forfait di Casini alla sua kermesse – ribadisce che pur avendo idee “non necessariamente identiche”, i due partiti possono avere progetti simili e compatibili.

Quel che è certo e che per il Professore “non avrebbe senso oggi superare SC” come qualche esponente Udc suggerisce visto che finora si è dimostrata “una buona intuizione”. Quanto al rapporto con il governo, come dice Benedetto Della Vedova, bisogna “continuare a sostenerlo”. Magari con spirito critico visto che lo stesso Monti ricorda come le concessioni al Pdl in materia di Imu creino difficoltà sul fronte del deficit. Preoccupazioni che, assicura tuttavia l’ex premier, Letta saprà superare garantendo le “coperture”.