Marò e pirati. Roberta Pinotti: basta militari sulle navi mercantili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Marzo 2015 16:39 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2015 16:39
Marò e pirati. Pinotti: basta militari sulle navi mercantili

Roberta Pinotti, ministro della Difesa (LaPresse)

ROMA, 19 MAR – A tre anni dal caso Marò e a quattro dall’istituzione dei “Nuclei militari di protezione” sulle navi mercantili italiane, il ministro della Difesa Roberta Pinotti dice basta all’uso delle nostre forze armate di marina per proteggere dai pirati le nostre navi commerciali. L’Italia, ha spiegato Pinotti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, intende “terminare l’impiego dei Nuclei militari di protezione imbarcati sulle navi mercantili italiane” e terminare anche “la nostra partecipazione alla operazione antipirateria Nato“.

Uno stop deciso “considerato il positivo trend rappresentato dalla diminuzione degli attacchi dei pirati negli ultimi mesi, nonché l’ormai avvenuto perfezionamento delle procedure che consentono di ricorrere alla difesa dei mercantili con squadre fornite da compagnie private di sicurezza, nel pieno rispetto della normativa e dei regolamenti di pubblica sicurezza. Pertanto, l’attività dei Nuclei militari è già ora in via di riduzione e provvederemo nei prossimi mesi a chiudere quest’attività, anche mediante la modifica delle disposizioni normative che l’avevano avviata”.

“Il Governo – ha proseguito il ministro Pinotti – ha ascoltato le più recenti deliberazioni del Parlamento, in particolare quelle che richiedevano di riesaminare le scelte relative alla nostra partecipazione alle attività di contrasto in relazione allo sviluppo nella vicenda dei Fucilieri di Marina (Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ndr). D’altra parte ritengo sia estremamente importante anche la Risoluzione approvata dal Parlamento europeo lo scorso 15 gennaio, con la quale si chiede di rimpatriare i due militari italiani e attribuire la competenza giurisdizionale del caso alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale, per trovare una soluzione ragionevole e accettabile per le parti coinvolte”.

“Considerata la perdurante necessità di assicurare un’adeguata protezione al nostro naviglio mercantile e alla luce della decisa presa di posizione adottata nell’ambito dell’Unione europea riteniamo giusto proseguire per ora nella nostra partecipazione alla missione Atalanta, prevedendo quindi la presenza di una nostra unità navale. Abbiamo deciso, però, di terminare la nostra partecipazione alla parallela operazione a guida Nato Ocean Shield“.