Marò, Terzi si dimette, Camera attonita. Poi tutti contro Monti

Pubblicato il 26 Marzo 2013 16:41 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2013 16:47

Il ministro dimissionario Giulio Terzi (foto Ansa)

ROMA – Quando Giulio Terzi annuncia le sue dimissioni nell’Aula della Camera cala un silenzio. Per qualche secondo la sensazione è quella del vuoto, di un’Aula sospesa a chiedersi: e adesso? Come se nessuno, un quel preciso momento, sappia bene cosa fare.

Quelle di Terzi, che lascia in disaccordo col governo Monti per la decisione di rimandare in Italia i marò Salvatore Girone e Massimilano Latorre sono dimissioni inattese al termine di un discorso  che fino a pochi minuti prima sembrava un’informativa come tante altre.

Il primo a prendere la parola dopo l’annuncio di Terzi è il capogruppo del Pdl Renato Brunetta che, visibilmente scosso, chiede l’immediata sospensione dei lavori per “valutare” le parole di Terzi. In totale disaccordo il senatore Migliore di Sel che invece chiede che tutti i gruppi si esprimano.

La confusione aumenta quando, dopo Terzi, prende la parola il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che proprio contro Terzi si scaglia accusandolo, di fatto, di aver abbandonato una nave in difficoltà

Dai banchi del Pdl soprattutto diventa via via più intensa la richiesta che sia Mario Monti a spiegare nel dettaglio la posizione del Governo in materia. Contro i “tecnici” infierisce anche Alessandro Di Battista del Movimento 5 Stelle con un discorso il cui senso è: noi siamo giovani, siamo gli ultimi arrivati e semplici cittadini. Ma se questo è il meglio prodotto dai tecnici non c’è dubbio che saremo in grado di fare di meglio.  A Di Battista le dimissioni non bastano e in perfetto stile 5 Stelle il deputato chiede che al governo di “mettere le prove online. La trasparenza è un vostro dovere nei confronti del vostro datore di lavoro, il popolo italiano, e che voi ricambiate con superficialità”

Monti, quindi, fa sapere di essere disponibile ad andare in Parlamento mercoledì.  La conferma arriva poco dopo. Monti riferirà il suo punto di vista, ma in Senato, mercoledì alle 17:30. Il tutto mentre in Aula parla Fabrizio Cicchitto e il suo è un durissimo attacco proprio contro Monti. Con un problema di fondo. Cosa si fa? Si sfiducia il premier di un governo uscente che attende solo l’entrata in carica di un nuovo esecutivo?