Maroni: “Serve una Reale bis, più potere per prevenire violenze”

Pubblicato il 17 ottobre 2011 15:31 | Ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2011 16:10

ROMA – A due giorni dagli scontri di Roma, il ministro dell’Interno Roberto Maroni invoca la linea dura e annuncia il varo di nuove leggi. In questo il ministro leghista sposa la linea di Antonio Di Pietro che ha proposto la creazione di una legge speciale, una “Legge Reale 2″. Proprio martedì 18 ottobre Maroni sarà in Senato  per annunciare una proposta per ”nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell’ordine di prevenire piu’ efficacemente le violenze come quelle di sabato”.

”Domani riferirò in Senato -ha spiegato Maroni arrivando a un incontro istituzionale in Assolombarda – e devo dire che per una volta sono d’accordo con l’onorevole Antonio Di Pietro, che ha detto che servono nuove norme per prevenire, una legge Reale Bis: esattamente quello che voglio dire domani”.

Di Pietro ha infatti proposto:  “Si deve tornare alla Legge Reale. Anzi bisogna fare la ‘legge Reale 2′. Contro atti criminali come quelli di Roma. Si devono prevedere arresti e fermi obbligatori e riti direttissimi con pene esemplari”. E’ quanto propone il leader Idv Antonio Di Pietro per fronteggiare una “situazione d’emergenza come l’attuale”.

Intanto rischiano da 3 a 15 anni di reclusione i 12 manifestanti arrestati sabato scorso a Roma, in flagranza di reato, durante la manifestazione degli indignati. La procura ha chiesto al gip la convalida delle misure, e la custodia in carcere dei 12, di eta’ compresa tra 19 e 30 anni, per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.

A decidere sulle richieste della procura sara’ il gip Elvira Tamburelli. Tra domani e dopodomani ci saranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ed i sostituti Marcello Monteleone e Francesco Minisci, accertata per tutti e 12 la resistenza a pubbico ufficiale, stanno ora valutando le singole posizioni al fine di stabilire se e a chi attribuire anche i reati di devastazione, incendio e lesioni.

La Procura di Roma ha contestato ai 12 arrestati anche l’aggravante di ”avere operato col volto travisato e in gruppi di piu’ di 5 persone con l’utilizzo di oggetti contundenti e materiali pirotecnici”: questo fa salire la pena massima a 15 anni.

”I reati contestati – e’ detto nella richiesta di convalida – si inseriscono in un complesso di condotte di maggiore gravita’ che, in attesa di altre acquisizioni, esaltano la pericolosita’ qui contestati, commessi nella consapevolezza di fornire un apporto al contesto di prolungata ed allarmante violenza”. Proseguono gli accertamenti per identificare altri teppisti anche attraverso le immagini degli incidenti.

Secondo il procuratore  aggiunto di Roma, Pietro Saviotti, ci sono state ”condotte violente pianificate e organizzate prima degli scontri”. Secondo i magistrati a confermare questa ipotesi investigativa ci sono comportamenti tenuti dai teppisti come ad esempio quando un gruppo di circa dieci persone e’ rientrato nel corteo togliendosi casco e felpa nera. ”Siamo in presenza – afferma Saviotti – di comportamenti studiati, di  azioni tattiche di scontri urbani preventivati ed organizzati”. Una forma di ”strumentalizzazione di una manifestazione pacifica, l’uso della manifestazione come contesto idoneo ad ostacolare la pubblica difesa”.