Martina (bersaniano), Galletti (casiniano)..Vecchi e nuovi equilibri del Renzi I

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2014 23:46 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2014 23:46
I ministri del governo Renzi

I ministri del governo Renzi

ROMA – Il bersaniano Martina, il casiniano Galletti, le renziane Boschi e Madia, le due fassiniane/franceschiniane Mogherini e Pinotti.  La lista dei ministri di Matteo Renzi mostra chiaramente su quali assi politici si reggerà il nuovo governo, sia all’interno del Pd che dentro la coalizione, con alcuni nuovi equilibri rispetto all’esecutivo guidato da Enrico Letta.

I ministri renziani doc sono Maria Elena Boschi, a cui non a caso è stato affidato il dicastero delle Riforme e dei rapporti con il Parlamento e Marianna Madia, alla quale tocca l’altro grande dossier caro al premier, la semplificazione e la Pa.

Graziano Delrio non è un ministro ma sarà il suo braccio destro come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Fa il pieno anche Dario Franceschini che porta a casa il dicastero della Cultura per sé, e soprattutto due ministeri pesantissimi, come gli Esteri e la Difesa, per due donne: Federica Mogherini e Roberta Pinotti. Entrambe sono “fassiniane” a assieme all’attuale sindaco di Torino hanno appoggiato Franceschini sin dalle primarie del 2009.

Andrea Orlando, confermato nella squadra ma con un cambio di Ministero, è un esponente dei “giovani turchi”, mentre il nuovo ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, è un bersaniano. Inaspettatamente entra nell’esecutivo una “civatiana”, Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco anti-‘ndrangheta di Monasterace, che alla Direzione del Pd votò contro la proposta di cambiare governo.

Anche i due tecnici, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti fanno riferimento alla sinistra che giornalisticamente viene definita “dalemiana”: il primo da un punto di vista culturale, il secondo anche sotto un profilo professionale, visto che viene dal mondo delle cooperative dell’Emilia. Se il nome di Poletti indica un confronto con il mondo della cooperazione e del Terzo settore, l’attribuzione dello Sviluppo Economico all’imprenditrice Federica Guidi (il padre Guidalberto è stato vicepresidente di Confindustria) va interpretata come ricerca di dialogo con il grande mondo imprenditoriale.

Novità significative anche per i ministri centristi. Esce Mario Mauro, fondatore di Popolari per l’Italia, ed entra Stefania Giannini, attuale segretario di Scelta Civica. Anche il cambio nell’Udc ha un senso politico: non c’è più Giampiero D’Alia che fa posto a Gianluca Galletti, fedelissimo di Pier Ferdinando Casini. Questi solo 10 giorni fa aveva annunciato un avvicinamento a Berlusconi, contestato da molti dei suoi; la nomina di Galletti può forse significare un riposizionamento.

Infine Ncd conferma i suoi tre ministri uscenti (Gaetano Quagliariello aveva annunciato il passo indietro): Angelino Alfano, Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin mantengono anche i loro tre pesanti dicasteri.