Mascherine in classe ora no, si decide a vento. Bus, autocerticazione…è la burocovid

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 31 Agosto 2020 9:03 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2020 9:09
Regole. Scuola senza mascherina se c'è il metro, bus 80% se c'è mascherina: regole fai da te

Scuola senza mascherina se c’è il metro, bus 80% se c’è mascherina: regole fai da te (Foto d’archivio Ansa)

Mascherine in classe, fino a ieri era sì, ora è no. Si decide a vento, a seconda di come spira o sembra spirare l’opinione. L’opinione di chi? Un po’ per quel che si può, l’opinione dei medici.

Mascherine in classe. Molto di più l’opinione di chi ha nessuna competenza ma molta influenza: i politici, i sindacati, la gente. Si decide a vento e si punta alla prevenzione dal contagio ma soprattutto alla prevenzione da ciò che appare scomodo.

MASCHERINE IN CLASSE SCOMODE, QUINDI…

Perché ora mascherina in classe no? Perché è scomoda: è questa la sostanziale motivazione del no. Scomoda, quindi non gradita. Scomoda da portare e quindi foriera di problemi e scontento, quindi…Scomoda da far portare, ci sono già i comitati genitori no mask, d’altra parte il leader del partito più votato guida il movimento del no mascherina in classe altrimenti “è lager”. Mascherina in classe può essere la linea di scontro con il montante movimento no mask, quindi la linea è sottrarsi allo scontro.

BUROCOVID LA NUOVA CREATURA

Burocovid, la burocrazia del Covid marca successi ovunque. Bus pubblici ad esempio: si è fermamente stabilito che potranno viaggiare portando a scuola ragazzi fino ad un massimo dell’80 per cento della capienza. La norma, la cifra…la burocrazia soddisfatta e satolla. Ma nella realtà che vuol dire 80 per cento? Chi controlla alle fermate, chi conta, chi fa salire e scendere? 

Ovviamente nessuno fa nulla di ciò, ma burocovid sforna disposizioni che hanno altro scopo da quello di incidere sulla realtà, burocovid pensa a garantire la forma. Percentuale sul bus stabilita, carte e disposizioni timbrate, il resto è realtà accessoria.

AUTOCERTIFICAZIONI

Rispuntano le autocerticazioni, le chiedono i presidi: uno studente arriva ed entra a scuola auto certificando il suo stato di salute. Responsabilità civile dei presidi è messa in salvo, burocovid ha fatto la regola…L’unica cosa a cui non serve l’autocertificazione è verificare lo stato di salute. Ci vorrebbero tamponi, ma sono…scomodi. Termo scanner, ma sono…scomodi. Socialmente e politicamente scomodi.

BUROCOVID UNA GRANDE FAMIGLIA

Della grande famiglia Burocovid hanno fatto parte le disposizioni sul distanziamento in spiaggia, ombrelloni e bagnanti: sono durati due, tre giorni. E le disposizioni per le discoteche tipo ballare distanziati due metri! E le disposizioni per ristoranti e bar che hanno ri-sfornato tavolate e file dopo una/due settimane di sofferta prudenza. E le regole sui bus mai davvero osservate. Perfino nei viaggi aerei: tutti con mascherina in aereo perché hostess ti guarda e a gran maggioranza mascherina abbassata già in aeroporto perché lì nessuno ti guarda…

Qual è la sanzione reale per chi non  indossa la mascherina dove questa è prescritta come obbligatoria, quale la sanzione reale in Italia per chi non rispetta anzi ignora e sistematicamente sfora il distanziamento tra persone? Nessuna. Burocovid sforna editti, prova montante di uno Stato debole, verboso, petulante. Uno Stato che non ha la voglia, il coraggio, la cultura, gli uomini per far rispettare le uniche due misure pubbliche di pubblica salute: mascherina e distanziamento.