Massa/ Dopo gli scontri il sindaco vieta le ronde: “Maroni se le faccia a casa sua”. E un consigliere di destra replica: “Troppa tolleranza con la sinistra, potrebbe scapparci il morto”

Pubblicato il 28 Luglio 2009 11:38 | Ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2009 11:38

Il primo cittadino di Massa, Roberto Pucci, ex Pd oggi a capo di una lista civica, ha deciso di vietare le ronde nella città toscana.

A due giorni dagli scontri tra militanti di destra e le “contro ronde rosse” dei Carc – Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo –  e dell’Asp -Associazione di solidarietà proletaria, il sindaco ha chiesto al prefetto di convocare un tavolo sulla sicurezza, dichiarando:  «Vieterò le ronde organizzate dalla destra, Massa non ne ha bisogno: siamo la sesta città più sicura in Italia, chiederò a polizia e carabinieri di intervenire perché non si ripetano fatti come quelli di sabato. E anche le ronde Sss, Soccorso sociale e sicurezza, fin dal nome sono tese a provocare e non hanno alcun seguito».

Di diverso avviso Stefano Benedetti, consigliere comunale de La Destra e ideatore della ronde di Massa che difende il suo “piano-sicurezza”:  «Non possono vietarci di passeggiare e controllare il territorio avvisando le forze dell’ordine se ci sono cittadini aggrediti o borseggiati: facciamo servizio antiborseggio al mercato e pattugliamo di notte la Partaccia, zona degradata della città». E in riferimento alla presunta tolleranza del Comune sui comportamenti dei gruppi di sinistra, aggiunge: «Attenzione, in questo clima potrebbe anche scapparci il morto».

In seguito agli scontri di sabato scorso, sono stati arrestati  Samuele Bertoneri, 19 anni dell’Asp, e Alessandro Della Malva, 35 anni, segretario toscano dei Carc, sorpreso con un’asta di metallo vicino al bar da dove erano partiti i saluti romani. Fra i denunciati figura anche un carabiniere che non era in servizio.

Il sindaco si è detto “preoccupato” per la situazione, ribadendo che le ronde saranno dichiarate illeggittime: «Il sindaco sono io e non ci sto. Si devono trovare più mezzi e risorse per le forze dell’ordine, e non puntare su risposte emotive come le ronde. Se le vuole, il ministro Maroni le faccia pure a casa sua».