Massimiliano Rugo lascia Fratelli d’Italia e va sulla Sea Watch: “Non basta baciare un crocifisso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Gennaio 2020 9:26 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2020 9:26
Sea Watch, Ansa

(foto d’archivio Ansa)

ROMA – Massimiliano Rugo, ex dirigente di Fratelli d’Italia di Livorno, lascia il partito e va sulla Sea Watch per andare a salvare i migranti.

“Massimiliano Rugo – dice Giovanni Donzelli, deputato fiorentino di Fratelli d’Italia e referente regionale del partito di Giorgia Meloni – è un amico e io sono affranto dalla sua decisione. In ogni caso, anche se le sue idee ormai non sono più le mie, gli auguro un grande in bocca al lupo perché con noi si è sempre comportato molto correttamente. Lo ha fatto anche in questo caso, decidendo prima di dimettersi, poi di annunciare le sue nuove idee. Con la consueta tenacia gli auguri di vincere questa nuova sfida”.

“Una decisione per niente sofferta, ma lungamente meditata – aveva spiegato l’ex candidato sindaco di Bibbona, ora consigliere di minoranza al Tirreno – dopo gli alti e i bassi degli ultimi due anni, una decisione definitiva dettata da principi personali che mi ponevano eticamente in netto contrasto con il pensiero e lo stile filo-salviniano adottato dal partito, basato sul sensazionalismo mediatico rivolto alla massa elettorale e non anche alla risoluzione scientifica, tecnica e giuridica dettata dalle competenze disponibili rivolte alle criticità del Paese. Non posso fare parte di un partito e di una coalizione che fa campagna elettorale sulla pelle dei migranti che affogano in mare e sul falso allarmismo di una invasione araba, non basta baciare un crocifisso o invocare la madonna per essere dei buoni cristiani, serve ben altro, in primis la solidarietà e l’amore verso il prossimo, anche verso gli avversari”.

“Mi potrei occupare della documentazione mediatica – racconta Rugo – visto che sulla nave fra i 22 membri dell’equipaggio c’è sempre un esperto in comunicazione che registra i filmati e scatta le foto per mostrare al pubblico ciò che viene fatto. Poi sono stato sommozzatore, scalatore, soccorritore e paracadutista: ho i titoli per fare più cose. È una possibilità di rimettermi in gioco e di rispolverare quelle competenze che da un po’ non sfrutto più. Non vedo l’ora di ritirare fuori la muta e le bombole per controllare se affonda una barca e per salvare i migranti”.

Fonte: Il Tirreno.