Mastrangeli: “Io come Bruce Lee”, ma è quasi fuori da M5S. Ora stipendio pieno?

di Emiliano Condò
Pubblicato il 23 Aprile 2013 11:22 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2013 11:22

Marino Mastrangeli con Beppe Grillo

ROMA -Non gli è bastato l’appello accorato alla Costituzione. Non gli è bastato il sinistro paragone con la Corea del Nord. Non gli è bastata neppure la minacciosa citazione di Bruce Lee: “Sono come lui, abituato agli attacchi, io ne stendo cinque per volta”. Marino Mastrangeli  il senatore col vizietto delle apparizioni tv è quasi fuori dal Movimento 5 Stelle.

Quasi espulsione che arriva con votazione dopo duro confronto in diretta streaming. I Parlamentari a 5 Stelle lo accusano, poi lo ascoltano e alla fine votano: 65 sì all’espulsione, 25 no e tre astenuti. Mastrangeli che è un ex poliziotto, non è, almeno formalmente, ancora un ex 5 Stelle perché ora la palla passa al giudice supremo, ovvero la Rete. Quella stessa Rete che solo qualche mese fa attraverso le Parlamentarie ha selezionato tra gli altri anche Mastrangeli ora deve stabilire se il senatore di Cassino, in Ciociaria, è degno ancora di rappresentarli.

Il “peccato” di Mastrangeli è noto. Tutto è iniziato con una comparsata tv a “Pomeriggio Cinque” di Barbara D’Urso. Comparsata espressamente proibita dal regolamento del Movimento. Soprattutto la passerella dalla D’Urso è stata solo la più vistosa, non certo l’unica. Mastrangeli ha parlato un po’ ovunque, dalle tv locali ciociare in su.

Ha parlato così tanto che, alla fine, almeno il sospetto è lecito. Perché se è vero che il senatore si è difeso con le unghie e con i denti e ha cercato di trascinare nel fango anche Vito Crimi (di cui ha richiesto l’espulsione per la presenza a Porta a Porta) qualche dubbio resta. Perché se Mastrangeli come a questo punto è probabile finisce fuori dai 5 Stelle dovrà accomodarsi, almeno inizialmente nel Gruppo Misto. Ma oltre a perdere gli “onori” grillini perderebbe anche gli “oneri”. Ovvero: potrebbe tenersi tutto lo stipendio, le indennità ecc.

Che poi, racconta Andrea Malagutti sulla Stampa, è il motivo per cui alcuni grillini hanno votato no all’espulsione: “Questo ci frega due volte, meglio non cacciarlo”, le parole pragmatiche ma inascoltate di più di qualcuno.

Mastrangeli anche  dopo il voto tiene in punto: “La votazione che ha deciso la mia espulsione è  illegittima. Non possono buttarmi fuori”. Il nemico, per lui, è sempre lo stesso, quel Vito Crimi con cui si becca da settimane. Di Crimi ha chiesto l’espulsione dopo averlo definito “invidioso della sua bellezza” e dopo averlo accusato di “furto di intervista di Bruno Vespa”. Resta il voto, quello che ha stabilito che Crimi è un 5 Stelle ortodosso mentre Mastrangeli no. L’ultima speranza è quella della rete. Ma visti i commenti che intasano la bacheca Facebook del senatore di Cassino le speranze di restare nel Movimento, per lui, sembrano davvero poche.