Matrimoni gay, Beppe Grillo attacca il Pd: “Schifoso negare diritti per dei voti”

Pubblicato il 15 luglio 2012 20:13 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2012 20:49
Beppe Grillo

Beppe Grillo (LaPresse)

ROMA –  Il matrimonio gay è un ”diritto sacrosanto”. E il Pd ”fa schifo”, perché lo nega ”per un pugno di voti”. Beppe Grillo sfida il Partito democratico sul campo dei diritti civili.

Si inserisce nella polemica per il mancato voto nell’assemblea nazionale di sabato14 luglio di un documento in favore delle nozze tra persone dello stesso sesso. E si spinge oltre. Con un attacco diretto alla presidente del Pd, Rosy Bindi. Lei, scrive caustico il comico, ”problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini” (democrat, ndr).

Il documento approvato dal Pd, ha spiegato Rosy Bindi, sebbene non riconosca le nozze gay ”afferma nel rispetto della Costituzione la necessità di una regolamentazione giuridica sulle unioni civili anche omosessuali”, che i gruppi parlamentari ora dovranno ”tradurre in norme”. Ma non è abbastanza, secondo Grillo. Che cita Sant’Agostino (‘Ama e fa ciò che vuoi’) per dirsi ”favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso”. E attacca Bersani, Rutelli, la Binetti e pure la Bindi (sul piano personale).

Il fondatore del M5S sfodera la sua più pungente invettiva contro i ”farisei”, i ”sepolcri imbiancati” democrat, invita i gay del ‘pdmenoelle’ a fare outing e definisce il mancato riconoscimento delle coppie di fatto ”una vergogna che va attribuita in ugual misura al pdmenoelle, al pdl e a Santa Madre Chiesa”.

E non solo Grillo. Con tutt’altri toni, anche Nichi Vendola e Antonio Di Pietro tengono acceso il dibattito nel centrosinistra sul tema delle nozze gay e pungolano il Pd. ”Crolla il muro dell’ipocrisia – esulta il leader di Sel – La politica deve fare i conti con una richiesta sacrosanta. Basta frammenti di diritti, vogliamo diritti interi, eguali per tutti”.

”Ci auguriamo che quei deputati che hanno denunciato la chiusura del Pd sottoscrivano la nostra proposta di legge sul pieno riconoscimento dei matrimoni gay”, afferma Antonio Di Pietro. Ma riceve una risposta piccata proprio da chi dall’interno del Pd si sta battendo per il riconoscimento delle nozze omosessuali, la deputata Anna Paola Concia: ”Caro Di Pietro, pregherei te come Grillo di non strumentalizzare il seppur faticoso ma sacrosanto dibattito all’interno del Pd, che rimane comunque l’unico partito che ne parla al suo interno e non fa annunci roboanti sulla scia delle polemiche”