Mattarella: “Corruzione diffusa è concezione rapinatoria della vita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2015 19:35 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2015 19:42
Mattarella: "Corruzione diffusa è concezione rapinatoria della vita"

Sergio Mattarella

ROMA – “È vero, c’è una corruzione che vediamo diffusa come se ci fosse una sorta di concezione rapinatoria della vita“. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso al Sermig di Torino punta il dito contro la corruzione. Un fenomeno che “fa indignare” e che ci riguarda tutti da vicino: “Credo che ognuno debba riflettere sul proprio operato. Dobbiamo pensare criticamente a quello che facciamo, ricordare che oltre ai diritti abbiamo dei doveri”.

Il Capo dello Stato ha poi citato Papa Francesco:

“I corruttori sono i peggiori peccatori, lo ha scritto Papa Francesco prima di diventare arcivescovo di Buenos Aires. Parole di fuoco che condivido”.

Mattarella ha raccontato anche un aneddoto:

“Molti anni fa ero in un ufficio pubblico e un impiegato trattava con grande scortesia gli utenti, svolgendo le mansioni di malavoglia o in cambio di favori: dopo qualche giorno ho rivisto la stessa persona in un ufficio postale. In questo caso era lui a lamentarsi perché gli impiegati non facevano il proprio dovere”.

La morale, secondo il presidente è che:

“Noi condanniamo gli altri quando siamo utenti, e ci perdoniamo quando siamo erogatori di prestazioni. Dobbiamo riflettere su questo, ognuno ha due volti, quello dei diritti e quello dei doveri. L’antidoto alla corruzione è un senso civico, un senso di virtù civili”.

E non manca di sgridare la politica:

“La corruzione, il potere fine a se stesso, sono conseguenza di una caduta della politica. Di un suo impoverimento. I giovani si allontanano e perdono fiducia perché la politica, spesso, si inaridisce. Perde il legame con i suoi fini oppure perde il coraggio di indicarli chiaramente”.

Il capo dello Stato a Torino ha parlato anche d‘immigrazione: l’Unione europea, che mercoledì ha adottato un piano per fare fronte all’emergenza, “non può non essere all’altezza della sua storia e dei suoi valori e di fronte a questi fenomeni migratori ha una responsabilità storica”, ha ribadito Mattarella.

Quello delle migrazioni è “un fenomeno epocale da affrontare con intelligenza”. È inutile infatti “chiudersi come se fosse possibile alzare barriere”. Al contrario va affrontato con raziocinio evitando “scorciatoie impossibili”. I migranti che attraversano il Mediterraneo, ha concluso Mattarella, sono “vittime di trafficanti e vedono l’Europa come un luogo dove c’è più pace e libertà e su questo l’Europa deve riflettere”.

Le parole del Capo dello Stato sono di grande umanità: “Noi, Italia ed Europa, abbiamo prodotto civiltà, libertà e democrazia , non possiamo non essere all’altezza dei nostri valori”. Così i cittadini europei

“non si rendono conto della responsabilità storica che ha l’Europa davanti a questi fenomeni, allora tradisce se stessa. Quando pensiamo di non poter accogliere queste persone accettiamo l’istinto, non il cuore o la ragione. Se vogliamo evitare fenomeni imponenti e ingovernabili dovremmo capire che occorre aiutare quei paesi in difficoltà. Se questo non lo farà l’Europa, i Paesi avanzati, non lo farà nessuno”.