Mattarella: evasione indecente. Ma svicola la domanda: perché intoccabile?

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 Dicembre 2019 9:45 | Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre 2019 12:55
Mattarella: evasione indecente. Ma svicola la domanda: perché intoccabile?

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (Ansa)

ROMA – Mattarella presidente della Repubblica e un ragazzo che ad una cerimonia ufficiale ottiene il permesso di fare una cortese e semplice semplice domanda. Il ragazzo domanda e Mattarella dice: “Evasione fiscale indecente, gli evasori sono sfruttatori del prossimo, esaltazione individualismo esasperato, sottraggono 119 miliardi alla collettività…”. Qualche giornale si entusiasma, La Repubblica titolerà addirittura “Anatema”. Se La Repubblica si eccita, tutti gli altri comunque registrano la dura condanna dell’evasione fiscale da parte del capo dello Stato. Scena complessivamente alquanto surreale: che altro poteva e doveva dire Mattarella?

Nessuno nota (nessuno sa?) che Mattarella alla domanda del ragazzo, alla vera domanda del ragazzo, in realtà non risponde. Elude la domanda. Ma nessuno lo nota, forse perché quasi nessuno si è data la pena di guardare il filmato della cerimonia, tutti a capo chino sui dispacci di agenzia, La domanda del ragazzo era: “Presidente, perché l’evasione fiscale nel nostro paese non si riesce a combattere, arginare, farla retrocedere?”. Già, perché? Mattarella questa risposta non la dà, né al ragazzo né al paese.

Proviamo a cercarla questa risposta in altre parole di altra autorità, parole pronunciate nello stesso giorno. Cafiero de Raho, Procuratore nazionale Antimafia, è a Napoli per un incontro-lezione con studenti universitari. Il Procuratore ha studiato, si è procurato materiale per la lezione. Ecco il suo documento-relazione: 420 miliardi di euro il denaro mosso ogni anno in Italia dalle mafie che vanno declinate al plurale. Rileggere: 420 miliardi, una massa di denaro che non può non toccare sia pure indirettamente vasta quota della popolazione.

Cafiero de Raho entra nel dettaglio: 220 miliardi da cosiddetta economia sommersa, appunto il non pagare tasse e contributi. Sessanta miliardi (solo 60 verrebbe da dire) dalla droga. Venti miliardi dall’abusivismo edilizio… Il Procuratore si è preso anche la briga di calcolare: le mafie muovono 17 milioni di euro l’ora.

Una potenza economica: 420 miliardi l’anno. Un’economia parallela e imponente. Anche Cafiero de Raho pone una domanda che resta anche questa senza risposta. Domanda il Procuratore Nazionale Antimafia: visto e assodato che gran parte di quei 420 miliardi viaggiano cash, esistono perché sono denaro contante scambiato, perché in Italia non si limita al massimo, fin quasi alla cancellazione, la circolazione del denaro contante? Cafiero de Raho arriva a dire che, rarefatto il contante, le mafie  morirebbero di asfissia.

Due domande che restano senza risposta formale. Mattarella non risponde al perché l’evasione fiscale “indecente” resti di fatto intoccabile, Cafiero de Raho non trova la risposta al perché in Italia il più delle transazioni avvengano in contanti e quindi, non tracciabili, siano l’habitat ideale e preferito dall’economia sia illegale che criminale.

In realtà la risposta è già nelle domande. Se l’evasione fiscale vale 119 miliardi come calcola Mattarella, allora sono 119 miliardi che restano nelle tasche di milioni di italiani, che milioni di italiani considerano come cosa loro, come diritto acquisito. Se l’economia in nero vale 220 miliardi come calcola Cafiero de Raho, allora sono 220 miliardi che fanno parte integrante del reddito reale di milioni di italiani, milioni. Se nessun governo da decenni frena e combatte davvero l’evasione fiscale è perché questa fa parte della costituzione materiale del paese. Perché non la si combatte mai se non a parole? La risposta è: perché combattere davvero l’evasione fiscale è contro gli interessi di milioni di italiani.

Analogamente il perché basti un mormorio, un cupo brontolio di esercenti per ogni volta far sfumare l’obbligo di accettare il pagamento elettronico (obbligo di accettare, non obbligo di pagare in quella forma) non va cercato e trovato nei costi veri e presunti del sistema Pos o nella mitica vecchietta che non sa cosa sia un bancomat. Il perché dell’uso del contante superiore in Italia a quello di ogni altro paese paragonabile non è solo questione come usa dire culturale. Il contante è la moneta funzionale all’economia che c’è in Italia, economia che comprende ampio settore, i 420 miliardi conteggiato da Cafiero de Raho. E che vogliamo fare, ammazzare l’economia?