Consultazioni, Mattarella: “Governo neutrale fino a dicembre o elezioni”. Lega e M5s: “Voto a luglio”

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 maggio 2018 8:02 | Ultimo aggiornamento: 8 maggio 2018 10:35
Consultazioni, Mattarella: "Governo neutrale fino a dicembre. O voto in estate-autunno"

Consultazioni, Mattarella: “Governo neutrale fino a dicembre. O voto in estate-autunno”

ROMA – “Impossibile formare maggioranze”. Lo certifica il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del terzo giro di consultazioni andato a vuoto. Il Capo dello Stato riconosce la situazione di stallo che sembra ormai precipitare verso un voto lampo a luglio. Ma puntualizza: “Ritengo che sia più rispettoso” della dinamica democratica che a “portare alle elezioni sia un governo non di parte”.

“Nel corso delle settimane scorse – ha osservato Mattarella – ho svolto una verifica concreta e attenta di tutte le possibili soluzioni in un Parlamento contrassegnato da tre schieramenti ognuno senza maggioranza. Due di essi dovevano trovare un’intesa. Tentativi non riusciti per una serie di indisponibilità, confermate questa mattina. Nel corso dei colloqui di oggi ho chiesto se vi fossero altre possibilità. Non vi è alcuna possibilità di una maggioranza nata da un accordo politico.

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Mattarella esclude espressamente “la possibilità di un governo politico di minoranza“. E aggiunge: “Credo che sia più rispettoso che a portare alle elezioni sia un governo non di parte. Ringrazio comunque il premier del governo dimissionario Gentiloni. Quale che siano le decisioni che assumeranno i partiti, è doveroso dare vita a un governo. Continuo ad auspicare un governo con pienezza di funzioni, che permetta al Parlamento di svolgere le sue attività e di rappresentare pienamente l’Italia nelle decisioni da prendere in Europa”.

Il presidente esorta quindi i partiti, “in mancanza di accordi”, a consentire la nascita “di un governo neutrale, di servizio. Laddove si formasse nei prossimi mesi una maggioranza, quel governo si dimetterebbe per far posto a un governo politico. Qualora non si formasse questa maggioranza, il governo neutrale si concluderà a dicembre, per poi andare al voto”.

Tuttavia Mattarella ha ben presente “l’altra ipotesi” di “un voto anticipato, ma si è sempre evitato di votare in estate”. Quindi mette in guardia dai pericoli di un voto ravvicinato: “Si potrebbe fissare il voto in autunno, con la preoccupazione di non avere il tempo di elaborare e approvare la manovra finanziaria. Va considerato anche il rischio ulteriore della speculazione finanziaria sui mercati internazionali. E anche che, a legge elettorale invariata, si riproduca la stessa attuale situazione. Va tenuto anche in debito conto i tempi minimi per assicurare la partecipazione alle elezioni. Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che una legislatura si conclude senza essere neanche avviata. Scelgano i partiti, in parlamento, tra queste soluzioni alternative. Un governo neutrale ma pienamente in carica fino al fine anno o nuove elezioni subito”

Lega e M5s dicono no e chiedono il voto in estate.

Luigi Di Maio, il capo politico dei pentastellati salito al Colle per primo in questa lunga giornata, ribadisce le posizioni del Movimento: sì al dialogo con Salvini, contemplando anche un passo indietro sulla leadership, no a Forza Italia; in alternativa, si voti a luglio, continuano a ribadire i 5S, sancendo la chiusura a qualsiasi opzione di salvataggio della Legislatura.

Stessa linea dal leader del Carroccio, che insiste nel sostenere un governo di centrodestra o il ritorno alle urne “il prima possibile”. Centrodestra che dopo 60 giorni di trattative e ‘forni’ arriva sfibrato dai sospetti reciproci e dai litigi sempre più manifesti: “Contiamo che Berlusconi – dice infatti sempre Salvini – mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l’Italia da soli”.

Forza Italia, come anche il Cavaliere mostra al termine delle consultazioni con un atteggiamento imbronciato nei confronti dei compagni di coalizione, si trova in difficoltà e pur assicurando di cercare la condivisione prende ufficialmente posizione contro un ritorno alle urne in estate. Elezioni bis a giugno sono comunque escluse, chiarisce il Colle, e dunque chi vuole accelerare punta sull’inedito scenario di chiamare i cittadini a un nuovo voto il mese successivo. Calendario alla mano la data più probabile, osservano fonti parlamentari, non sarebbe neanche la domenica 8, come invocato da Lega e 5S al termine di un vertice tra i leader alla Camera, bensì quella addirittura del 22 luglio con una campagna elettorale dunque da fare sotto gli ombrelloni.

M5S fa sapere però di voler andare alle urne a giugno. Per farlo, il Movimento sta studiando con il suo staff legislativo la strada di anticipare il voto a fine giugno con una richiesta di un decreto ad hoc da inoltrare al nuovo esecutivo. Se la Presidenza della Repubblica ritiene impraticabile, a norme vigenti, il voto a giugno allora si chieda al governo “neutrale” l’emanazione di un decreto che consenta di anticipare la data e consentire al Paese di esprimersi al più presto, è il ragionamento che si fa nel Movimento. Dove si fa notare come un simile provvedimento sarebbe convertito prontamente in legge in Parlamento, vista la maggioranza formata da Cinque Stelle e Lega.