Mattarella scrive a Lega e M5S: ecco cosa non dovete fare con le banche. Esattamente ciò che vogliono fare e faranno

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 marzo 2019 14:35 | Ultimo aggiornamento: 29 marzo 2019 14:35
Sergio Mattarella scrive a Lega e M5S: ecco cosa non dovete fare con le banche. Esattamente ciò che vogliono fare e faranno

Mattarella scrive a Lega e M5S: ecco cosa non dovete fare con le banche. Esattamente ciò che vogliono fare e faranno (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Mattarella presidente della Repubblica ha scritto formale lettera ai presidenti di Camera e Senato, Fico e Casellati. Corretto, procedura corretta e destinatari corretti trattandosi dell’atto di nascita di una Commissione parlamentare. Commissione parlamentare di indagine-inchiesta su cosa, su chi? Niente meno che sulle banche. Su una banca in crisi, sulla crisi di una banca? No, Commissione parlamentare su tutte le banche, anzi sull’intero sistema bancario e del  credito. E allora forse Mattarella, cui la Costituzione affida anche una sia pur generica difesa del risparmio degli italiani, poteva forse scrivere anche direttamente ad altro e più preciso indirizzo: quello di M5S e Lega.

Mattarella ha preferito di no, ha scelto di non parlare direttamente e in maniera formale con il governo e i due partiti di governo. Ma è a loro, a Lega e M5S che avranno la guida e la maggioranza nella neonata Commissione sulle banche, che Mattarella si rivolge. Scrive alle Camere, al Parlamento, perché Lega e M5S intendano. Lo fa Mattarella nel momento in cui firma la legge che istituisce la Commissione sulle banche. Firma e avverte Mattarella, avverte Mattarella che la Commissione sulle banche è una libertà che si prende il Parlamento ed è contemporaneamente un grande rischio. Dice il capo dello Stato che il Parlamento ovviamente può, ma sarebbe stato assai meglio il Parlamento non si fosse fatto venire questa voglia.

Scrive esplicitamente Mattarella: stavolta con questa Commissione non è come la Commissione sulle banche della passata legislatura. Quella era Commissione sulle banche in crisi, quindi Commissione d’eccezione sui casi d’eccezione nel sistema bancario. Questa Commissione che nasce invece è Commissione su tutte le banche, sull’intero sistema, su tutto il credito. Con la Commissione sulle banche in crisi il potere politico rispondeva al diritto-dovere di conoscere i meccanismi di eventuale devianza. Con questa Commissione il potere politico si prende il potere di “analizzare la gestione” dell’intero sistema bancario e finanziario e del credito, cioè della normalità. Con la Commissione che c’era una banca che truccava i conti poteva/doveva temere il controllo politico. Con questa Commissione una banca che fa il suo normale e corretto lavoro deve tenere conto dell’occhio della politica su se stessa. Per dirla chiarissima con questa Commissione la politica mette bocca e mani sulle banche.

Mattarella avvete Lega e M5S: questo è quello che non dovete fare con la Commissione. Scrive “l’analisi della gestione non deve sfociare in controllo”. Ma sfocia, inevitabilmente sfocia. E poi quel che Mattarella avverte di non fare è esattamente quel che M5S soprattutto e Lega, in tono leggermente minore, vogliono fare. M5S vuole una sorta di Tribunale del Popolo permanente sulla banche e affini considerando il suo elettorato l’attività bancaria una costante truffa e un mai calante danno ai danni appunto dei cosiddetti cittadini. L’avversione ideologica di M5S cultura ed elettorato verso le banche si accentua al crescere delle dimensioni della banca. E sparisce solo magicamente quando la banca in questione, possibilmente piccola e di territorio, presta i soldi senza grandi garanzie e profitto ai cittadini di una o più lobby di territorio.

La Lega è meno ideologica, più pragmatica. La Lega vuole banche per così dire di governo. banche che mettano la vela al vento di governo che tira e che non siano di braccino corto nel finanziare le politiche di governo.

Quindi M5S e Lega hanno voluto e useranno la Commissione sulle banche per fare proprio quel che Mattarella scrive, non a caso in maniera ufficiale, non devono fare. Mattarella scrive a futura memoria, scrive al Commissione non deve fare il lavoro di giudici e poliziotti, non deve sovrapporsi a Bankitalia e Bce. Mattarella scrive che nella Costituzione le banche e i meccanismi di controllo dell’attività bancaria e finanziaria devono essere indipendenti. Indipendenti soprattutto dal potere politico. Ma la Costituzione materiale che hanno in testa e in animo Lega e M5S dice che chi comanda e governa comanda e governa anche sulle banche. E la Costituzione materiale che hanno in testa e in anima gran parte dei cittadini elettori è quella secondo la quale le banche dispongono di una risorsa illimitata che hanno di fatto sequestrato alla disponibilità della gente: i soldi.

Banche sotto tutela del potere politico e Tribunale del Popolo in seduta permanente sulle banche. Anche così si svuotano le tasche, non della banche e dei banchieri ma di un paese intero. Mattarella lo sa e mette la sua lettera in bottiglia, qualcuno mai domani capirà che era un messaggio di naufrago su piccola isola accerchiata da tanto mare?