Matteo Camiciottoli (Lega): “Niente scuse alla Boldrini. Quegli stupri sono anche colpa sua”

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 settembre 2017 12:38 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2017 12:38
Matteo Camiciottoli (Lega): "Niente scuse alla Boldrini. Quegli stupri sono anche colpa sua"

Matteo Camiciottoli (Lega): “Niente scuse alla Boldrini. Quegli stupri sono anche colpa sua”

ROMA –  “Non chiedo scusa alla Boldrini, ma solo alla ragazza polacca stuprata. Per quello che sta succedendo la responsabilità è anche della signora Boldrini. In parte anche degli stupri”: il sindaco leghista di Pontinvrea (Savona), Matteo Camiciottoli, torna sul suo post (poi rimosso) in cui si augurava che gli stupratori di Rimini venissero posti agli arresti domiciliari a casa della presidente della Camera, Laura Boldrini. 

Intervenendo a La Zanzara, su Radio24, Camiciottoli è stato netto: “Non chiedo scusa alla Boldrini. Chiedo scusa alla turista polacca che è stata stuprata. E’ colpa della politica italiana che continua a far arrivare chiunque in Italia, anche della Boldrini. A dimettermi non ci penso assolutamente”.

Il sindaco, insomma, non ha fatto alcuna marcia indietro dopo il post su Facebook. Anzi, rincara la dose:

“Io penso che la terza carica dello Stato abbia una responsabilità importante nell’incitare a un’immigrazione senza controllo. Per quello che sta succedendo la responsabilità è anche della signora Boldrini. In parte anche degli stupri. Continuando a far arrivare gente da tutto il Nord Africa, da tutti i Paesi del mondo, senza nessuno status, senza niente, questo può comportare ciò che è successo”.

E ai conduttori che gli facevano notare come lui avesse scritto un’altra cosa, cioè avesse augurato che venisse mandato uno stupratore a casa della Boldrini, il sindaco risponde:

“Può essere stato infelice. Ma non devo chiedere scusa alla Boldrini. Ma solo a quella ragazza polacca che è venuta in Italia a passare una vacanza ed avrà un bruttissimo ricordo del nostro Paese perché è stata stuprata da delle persone tra cui un finto profugo accolto in una cooperativa. Il dato di fatto è questo. La Boldrini la deve smettere di incitare a un’immigrazione di questo tipo. Se li vuoi, li prendi a casa e li educhi a casa. Io sono stufo che mia figlia non possa uscire la sera per andarsi a prendere un gelato. Ma stiamo scherzando? Ci girate nelle città? La gente non ne può più. Ma li prenda a casa sua la Boldrini. Io non mi tiro indietro da niente. Il mio stato d’animo è quello di gran parte degli italiani. Non vorrei che la Boldrini fosse preda di uno stupratore, non era quello il senso del mio post”.

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