Matteo Renzi al Fatto: “Costretto al compromesso, non è il mio Parlamento”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2014 10:07 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2014 10:07

Matteo Renzi al Fatto: "Costretto al compromesso, non è il mio Parlamento"ROMA – Sulle riforme ”devo assolutamente dare dei dati e delle date. O do delle date o il Parlamento, che non è il mio Parlamento, non me lo porto dietro. O lo metto in forcing, o non tocco palla”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi in un’intervista a tutto campo al Fatto Quotidiano spiega di essere costretto al compromesso su alcune cose. Ad esempio sul finanziamento pubblico ai partiti:

”Il governo precedente ha fatto una legge, entra in vigore dal 2017. Non si può pensare che mi abbiano dato la bacchetta magica per fare tutto quello che voglio io. Dirò di più: io le riforme costituzionali le avrei fatte dando più poteri ai sindaci non ai consiglieri regionali. Se arrivo a questo livello di compromesso, alto, lo faccio perché devo trattare anche con gli altri”.

Renzi difende il coinvolgimento degli altri partiti. Da Grillo, precisa, arrivò ”un’espressione indecente”. Il fatto che M5S abbia ”9 milioni di voti è sociologicamente interessante. Ma io a Grillo ho chiesto di venire a costruire, venire a vedere le carte. Lui non ha voluto”.

Il premier sottolinea che il risultato del voto europeo ”stupirà”, ”i sondaggi non si possono dire, ma tutti gli indicatori dicono che sarà molto positivo”. In Europa ”abbiamo vinto se noi diventiamo il gruppo di testa del Pse”.

Quindi spiega:

”Ho deciso di fare una cosa che mi costa: ero in aspettativa nella mia azienda di famiglia. Marco Lillo (giornalista del Fatto) mi ha chiesto di dimettermi. E io un mese fa l’ho fatto. Abolire il vitalizio per i parlamentari è una cosa che va fatta e siamo sulla strada per farla”.

Grillo a Porta a Porta?

”Una performance straordinaria dal punto di vista della tv. Ma se vuoi cambiare l’Italia devi votare Pd”.