Renzi: “No baratti con Grillo, va sfidato. Non pugnalo Bersani alle spalle”

Pubblicato il 1 Marzo 2013 14:44 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2013 9:09
Renzi: "No baratti con Grillo, non pugnalo Bersani alle spalle"

Matteo Renzi (foto Lapresse)

FIRENZE – No al baratto con i grillini, niente Camere cedute ai 5 Stelle, Grillo va sfidato, e per quanto riguarda le elezioni la sinistra le ha perse. Matteo Renzi ha anche detto che non intende “pugnalare alle spalle” Bersani, ma la sua è una chiusura netta a una trattativa con Grillo. E soprattutto è un “no” altrettanto netto a una sua possibile premiership in un governo di larghe intese così come ventilato da alcuni quotidiani.

La priorità, ha aggiunto Renzi, ”è rimettersi in sintonia con gli italiani, non giocare al compro baratto e vendo dei seggi grillini”. ”Quando durante le primarie – ha spiegato Renzi – chiedevamo di abolire il finanziamento pubblico ai partiti, o ai parlamentari e consiglieri regionali di rinunciare ai vitalizi, fino alla richiesta di non considerare appestati quelli che la volta prima avevano votato Lega o Pdl (le primarie si vincono convincendo la tua gente, ma le elezioni si vincono convincendo anche quelli fuori dal tuo recinto) o fino alla proposta di far uscire i partiti dalla Rai, noi eravamo chiari. Ma non abbiamo avuto la capacità di convincere. Colpa mia, l’ho detto”.

Quanto alle prospettive del dopo elezioni, spiega: ”Pensiamo di uscirne vivi offrendo a Grillo la Camera e a Berlusconi il Senato, secondo gli schemi che hanno già fallito in passato?”. E ancora: ”Le elezioni, niente giri di parole: il centrosinistra le ha perse. La vittoria numerica alla Camera – ha aggiunto – non è sufficiente e lo sappiamo”. Quanto a Bersani: ”Ho combattuto Bersani a viso aperto quando non lo faceva nessuno, guardandolo negli occhi. Non lo pugnalo alle spalle, oggi: chiaro?”.

Perché Renzi si è sentito in dovere di rimarcare questo punto? Tutto nasce dalle voci messe in giro ad un articolo del Corriere della Sera. L’autrice dell‘articolo, Maria Teresa Meli, ipotizzava che Renzi potesse diventare premier. Premier non come candidato ufficiale del Pd, ma premier di un governo di larghe intese con Grillo o Berlusconi o tutti e due.

Sia Renzi che il suo staff hanno smentito subito “le notizie apparse sulla stampa”. Lui su Twitter ha scritto già in primissima mattinata: “Ho perso le primarie, ora faccio il sindaco senza rimpianto”.

Quanto alle proposte, Renzi lancia: “Togliere il finanziamento pubblico ai partiti, subito, come primo atto del nuovo Parlamento, con efficacia immediata sarebbe come dire ai cittadini: ok, abbiamo capito la lezione. Adesso scriviamo una pagina di storia nuova”.