Matteo Renzi difende la Boschi: “Deve candidarsi”. Ma è preoccupato per il trend del Pd

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2017 9:55 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2017 9:55
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Matteo Renzi e Maria Elena Boschi in una foto d’archivio Ansa

ROMA – Matteo Renzi sostiene che Maria Elena Boschi debba candidarsi alle prossime politiche, nonostante la polemica su Banca Etruria degli ultimi giorni. Il segretario del Pd si sofferma sulla crisi del partito, proprio alla vigilia delle elezioni di primavera; “L’elemento preoccupante non è l’ ultima settimana, ma i trend. Da maggio a oggi il Pd ha perso quasi sette punti. Stiamo pagando il fatto che gli altri sono in campagna elettorale mentre noi dobbiamo sostenere la responsabilità del governo e passiamo il tempo a litigare all’ interno”.

Matteo Renzi riconosce che i sondaggi danno il suo partito in calo. Ma – intervistato in apertura di prima pagina dal Corriere della Sera – il segretario si dice sicuro che “quando inizierà la campagna elettorale, finiranno le polemiche interne e il Pd potrà riprendere a parlare al Paese” e “sarà il primo partito”. Il ‘brand’ Renzi è in calo, gli fanno notare. E lui ammette: “È evidente che il mio consenso personale non è più quello del 2014” ma “se è vero che il grafico del mio gradimento è sceso, è altrettanto vero che è salito il grafico degli occupati, del Pil, della fiducia, degli investimenti” e “il miracolo di questi anni è stato reso possibile dal Pd”: “siamo una squadra forte”.

E pungola il ministro Orlando: “Fossi Andrea mi preoccuperei di darci una mano a cercare i voti anziché alimentare le polemiche”. Renzi risponde poi sulla Commissione banche: “Non solo non mi sono pentito, ma – afferma – lo rifarei domattina. Dobbiamo dividere i risultati del lavoro della Commissione dalla mistificazione che ne viene fatta da una parte delle opposizioni e da alcuni media”.

“Demagogia è prendere un problema complesso e presentarlo in modo fuorviante ai cittadini indicando un facile capro espiatorio. Nel linguaggio barbaro di Cinque Stelle e di parte della stampa sembra che il problema delle banche italiane siano Banca Etruria e Boschi”, aggiunge. La sottosegretaria doveva fare un passo indietro? “La Boschi è oggetto di un’attenzione spasmodica che copre i veri scandali di questi anni”, risponde: “A gennaio, comunque, gli organi del partito decideranno: la mia opinione è che si debba candidare, senza alcuna incertezza. I colpevoli li giudicano i giudici. I politici li giudicano gli elettori”.

In una lettera firmata dal suo portavoce Marco Agnoletti al Fatto Quotidiano precisa inoltre: “Molti membri del Governo hanno lavorato gomito a gomito coi vertici di Banca d’Italia per risolvere varie crisi bancarie di questi anni”, “a Roma come a Bruxelles e a Francoforte”, ma “nessuno dei ministri che ha avuto numerosi rapporti con il mondo del credito, compreso il ministro Boschi, ha mai fatto pressione né difeso interessi privati: sostenere il contrario significa mentire”.

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