Matteo Renzi: “Condotte operazioni anti-terrorismo con altri paesi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 23:40 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 23:40
Matteo Renzi: "Condotte operazioni anti-terrorismo con altri paesi"

Matteo Renzi: “Condotte operazioni anti-terrorismo con altri paesi”

ROMA – L’Italia non sta solo mettendo a punto una serie di misure contro il terrorismo ma “ci sono state almeno un paio di operazioni” condivise “con i servizi segreti degli altri Paesi”, di cui non si era ancora avuto notizia. A rivelarlo è  Matteo Renzi nel corso di un’intervista televisiva, alla vigilia del varo in consiglio dei ministri del preannunciato “pacchetto” di norme di contrasto.

Pronto da settimane, l’insieme di prescrizioni, predisposto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con la collaborazione del guardasigilli Andrea Orlando, dovrebbe vedere finalmente la luce martedì 20 gennaio predisposto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con la collaborazione del guardasigilli Andrea Orlando. Obiettivo è il contrasto delle modalità emergenti con cui si manifesta la minaccia jihadista, ancora più preoccupante dopo Parigi: i ‘lupi solitari’, i foreign fighters, il web come potente mezzo di propaganda.

Orlando ha definito “ineludibili” le nuove misure, che prevedono il “rafforzamento degli strumenti di prevenzione e repressione”. Al provvedimento hanno lavorato da tempo i tecnici del Viminale, insieme a quelli del ministero della Giustizia. Oggi c’è stato il via libera nell’ambito della riunione del pre-Consiglio dei ministri. Con riferimento al testo, Alfano ha sempre parlato di un disegno di legge, da sottoporre quindi al Parlamento, ma non si esclude la possibilità che – in sede di discussione a Palazzo Chigi – possa diventare un decreto, facendo valere le ragioni della “necessità” e “urgenza” vista la gravità della minaccia terroristica.

La bozza di testo contiene pochi articoli, con alcune modifiche al codice penale. Si introduce la possibilità di applicare una pena fino a dieci anni di carcere per chi va a combattere nei teatri di guerra: le ultime stime indicano 59 foreign fighters passati per l’Italia. Sanzioni anche per chi organizza i viaggi “finalizzati al compimento di condotte con finalità terroristiche” e per i soggetti che si auto-addestrano al compimento di atti terroristici. Il testo prevede poi misure di prevenzione già contenute nel codice antimafia per i sospetti terroristi: sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno, ritiro del passaporto. C’è quindi un giro di vite sui precursori degli esplosivi, con l’arresto per chi detiene o commercializza, senza autorizzazione, sostanze che potrebbero venire usate per la fabbricazione di ordigni.

Ma la battaglia al jihadismo si fa anche sul web, strumento di radicalizzazione e proselitismo abilmente usato dall’Isis e dagli altri gruppi terroristici. Il testo punta così a dare maggiori poteri all’autorità giudiziaria di oscurare i siti che che fanno propaganda islamista. Sarà dunque stilata una ‘black list’ dei siti filo-jihadisti con rimozione dei contenuti incriminati. L’aggiunta degli ultimi giorni dovrebbe riguardare la creazione di una Procura nazionale antiterrorismo, da introdurre nell’ambito della Procura nazionale antimafia. “Appare ormai condivisa e matura – ha spiegato Orlando – l’idea di introdurre strumenti centralizzati di coordinamento delle investigazioni in materia di terrorismo”. Da parte sua

Alfano ha spiegato che il nuovo organismo “può essere utile se lavora in squadra con le Procure distrettuali, ma non bisogna dimenticare che gran parte del lavoro su questo tema avviene a livello di intelligence e di informazioni preventive, non nei tribunali”. Opinione espressa anche da Renzi nella sua intervista, in cui ha auspicato un maggiore coordinamento tra intelligence nel contrasto al terrorismo internazionale. “Questa è la volta buona – ha detto il premier – .”Oggi molti gruppi radicali prima ancora che dentro le moschee dei predicatori fanatici si riuniscono attraverso Internet: l’intelligence può controllarli. Allora scambiamo informazioni”, aggiunge. “Bisogna fare sì che i servizi segreti dialoghino di più tra loro. Bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti”. Chiudere Schengen, invece, come vorrebbe Marine Le Pen – ha aggiunto Renzi – non è una soluzione, perché, ad esempio, gli autori dell’attentato di Charlie Hebdo “erano cittadini francesi”..