Contro Matteo Renzi, “Congresso nel 2015”, l’ultima trincea

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 settembre 2013 13:13 | Ultimo aggiornamento: 9 settembre 2013 13:15
Contro Matteo Renzi, "Congresso nel 2015", l'ultima trincea

Contro Matteo Renzi, “Congresso nel 2015”, l’ultima trincea

ROMA – Contro Matteo Renzi, “Congresso mai”, l’ultima trincea. Se lo ha già vinto, perché non lo convocano il Congresso Pd? Se lo chiede lo stesso Matteo Renzi, ufficialmente in campo e accreditato di un 78% nei sondaggi, senza che però l’inizio di una qualche partita sia stato fischiato. Secondo Maria Teresa Meli il rinvio sine die del Congresso, allungare i tempi all’infinito, resta l’ultima cartuccia  a disposizione del fronte nutrito, ma largamente minoritario, degli anti-Renzi.

Sondaggi inequivocabili, segnali politici (tutti a sostenere il vincitore) dimostrano solo che l’antagonista, Gianni Cuperlo, ha spalle troppo piccole. I numeri gli sono nemici, nemmeno dalla Cgil può aspettarsi  endorsement significativi (“siamo autonomi anche se non indifferenti”). La Cisl di Bonanni, nonostante Marini, non può buttarsi a sinistra. “Volete consegnare il partito nelle mani di Renzi?” si dispera Massimo D’Alema, che non rinuncia alla battaglia (“non sono mai finito in minoranza a un Congresso” avvisa).

Resta che, di spendibile per arginare Renzi, il rinvio della scadenza congressuale è la sola opzione perseguibile. E l’invito al sindaco a dedicarsi anima e corpo alla costruzione del centrosinistra, ma per il 2015. Se precipita subito la situazione è  lui il candidato naturale per vincere le elezioni, ma a quel punto per il Congresso non ci sarebbe tempo. Così come sarebbe poco opportuno indirlo a gennaio febbraio, in concomitanza con le primarie dei sindaci. Peggio ancora con l elezioni amministrative di primavera. E poi le europee. Meglio dopo, confida chi vuole cucinare Renzi alla graticola dell’attesa di un Congresso dove i gruppi dirigenti, come gli elettori, “stanchi di perdere” (Roberto D’Alimonte), si sono votati alla suggestiva proposta renziana: vincere.