Matteo Renzi al congresso Pse: “Europa non sia solo burocrazia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2014 14:09 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2014 14:09
Matteo Renzi al congresso Pse: "Europa non sia solo burocrazia"

Matteo Renzi al congresso Pse: “Europa non sia solo burocrazia”

ROMA – Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, è intervenuto al congresso del Partito Socialista Europeo in corso a Roma. Renzi ha aperto il suo intervento al congresso del Pse di Roma in lingua inglese, poi si è detto d’accordo con Ayrault in francese e, successivamente, ha proseguito il suo discorso in italiano.

Il premier ha voluto salutare quanti prima di lui hanno lavorato per giungere all’ingresso del Pd nel Pse. Il neo premier italiano ha ringraziato Pierluigi Bersani molto applaudito in sala, Piero Fassino, Massimo D’Alema e tutti i predecessori alla guida del Pd e dei suoi ‘affluenti’. 

Poi ha parlato del governo italiano e dell’Europa. Per Renzi, il governo deve darsi “obiettivi ambiziosi”, e ha scelto “tre settori”: la riforma del lavoro e del fisco, la riforma elettorale, ma soprattutto “una gigantesca scommessa educativa che parta dagli investimenti nell’edilizia scolastica, nuove tecnologie nelle scuole e restituire agli insegnanti il valore che meritano”

 

“In un momento terribile di spread non economico ma per la vita dei cittadini noi dobbiamo fare in modo che il piccolo artigiano non veda l’Europa come il problema ma come la soluzione dei problemi, come l’Europa dei cittadini e non dei burocrati. Questo è il nostro obiettivo” ha aggiunto.

Poi ha proseguito: ”Firenze è grande non perché ha grandi scultori o letterati, tantissimi tutti insieme nel periodo del Rinascimento”, ma perché’ i banchieri hanno investito sul futuro, sull’educazione. ‘‘La sfida culturale è stata finanziata da banchieri dal fiore della finanza fiorentina, i primi a capire che investire ricavato delle speculazioni in cultura è la chiave per dare un futuro a quel territorio”.

Secondo Renzi, la finanza è stata grande ”non quando le banche hanno salvato gli Stati (oggi succede il contrario) non quando hanno messo a posto i conti inglesi, ma quando hanno capito che investire in educazione è un diritto per tutti. Un bambino figlio di nessuno poteva studiare come i figli dei signori grazie a un meccanismo per garantire a tutti la scuola come garanzia di libertà. E’ la più grande scommessa che possiamo tentare di vincere: l’education, la scuola, dove si costruisce l’Europa sociale, condizione non figlia”, ma essenziale.

Clicca qui per la diretta di Repubblica Tv