Renzi: “Mi dimetto ma non mollo, mai con M5S e Lega. Ho visto piaggeria e viltà, ma resto nel Pd”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 marzo 2018 14:09 | Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2018 15:20
Matteo Renzi si dimette da segretario Pd dopo la scoppola alle elezioni: "Persa una battaglia, lotterò ancora"

Matteo Renzi si dimette da segretario Pd: “Persa una battaglia, lotterò ancora” (foto Ansa)

ROMA – Matteo Renzi si dimette da segretario del Pd, dopo la batosta subita alle ultime elezioni. Lo fa alla vigilia della direzione del Pd.

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La notizia è stata battuta in anteprima dalla agenzia di stampa Public Policy: “Io non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri”. Lo scrive Matteo Renzi nella enews, prima della direzione Pd di oggi pomeriggoi. “Abbiamo perso una battaglia – aggiunge – ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto”.

“Ho ricevuto e mail bellissime in questi giorni. Mi scuso se non riuscirò a rispondere a tutti uno per uno come vorrei”, scrive Matteo Renzi nella enews. “Paolo però merita un’eccezione. È un ragazzo molto giovane, straordinario, che combatte contro la SLA. L’ho conosciuto 10 mesi fa a Milano, durante un incontro con Barack Obama. Siamo rimasti in contatto in questi mesi”, spiega. E pubblica la lettera in cui il suo sostenitore lo invita a “ritirare le dimissioni” e gli domanda: “Ma perché ti sei preso delle responsabilità che tu non hai? Guai a te – scrive Paolo – se la dai vinta a quei franchi tiratori dei finti amici, che pur di fare un dispetto al comandante della nave, hanno forato lo scafo, dimenticandosi che c’erano a bordo anche loro. Fai pulizia in casa, caccia via chi non ti merita e poi vedrai”.

“Ecco -scrive Renzi – la mia risposta. Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del Pd come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! A tutti quelli che mi hanno scritto chiedendomi di non mollare rispondo nello stesso modo”.