Renzi: “Se può fare il presidente uno come me…Le mie pause celentaniane”

di Elisa D'Alto
Pubblicato il 21 febbraio 2014 20:03 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2014 20:35
Matteo Renzi

Matteo Renzi

ROMA – E’ stato serio e istituzionale Matteo Renzi, ma solo per lo spazio di qualche minuto. Il tempo di leggere la squadra di governo, di ringraziare Enrico Letta, di ricordare che una squadra di governo così snella non si ricordava dai tempi di De Gasperi. Poi ha prevalso l’indole scanzonata, quella che gli fa inviare tweet dallo smartphone mentre è ancora a colloquio con Napolitano (“arrivo, arrivo!”, digitato al volo poco prima delle 19). Dopo la lettura dei nomi, la cosa che premeva sapere ai giornalisti e che era ovviamente prioritaria per il nuovo premier, Renzi ha risposto alle domande dei cronisti.

“Se può fare il presidente uno come me sotto i 40 anni…questo è anche un segnale per le tante ragazze e ragazzi che dicono che in Italia niente è possibile, non è così”, scherza già col sorriso sulle labbra per poi aggiungere: “Mi è stato caldamente sconsigliato di chiamare i giornalisti per nome”, verrebbe da chiedergli “da chi?”, forse da un “consigliere di etichetta”, lo stesso che però si è dimenticato di sussurrargli che non è il caso di twittare quando si parla con Napolitano. I giornalisti, che ormai conosce uno per uno, fanno domande impertinenti a volte, come qualcuno che gli chiede: “Se non dovesse farcela si dimetterebbe”, lui ride e ringrazia: “per l’iniezione di ottimismo”. Si scusa, anche, per le sue “pause celentaniane” e anche perché il tempo corre e “non vorrei farvi perdere Sanremo”.