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Matteo Renzi, il papà: “Mai gli direi di non battere un calcio di rigore”

Matteo Renzi, il papà: "Mai gli direi di non battere un calcio di rigore"

Matteo Renzi, il papà: “Mai gli direi di non battere un calcio di rigore”

ROMA – Matteo Renzi, il papà: “Mai gli direi di non battere un calcio di rigore”. In attesa che sciolga la riserva, Matteo Renzi è certamente l’uomo più strattonato d’Italia: “vai a Palazzo Chigi che aspetti”, “non ci andare senza passare per il voto, ti rovini”, “assumiti le tue responsabilità, facci vedere”,  “sei un ribaltonista, un vecchio arnese”… Ognuno ha il consiglio giusto, specie i più interessati.

Immaginiamo che l’invito/preghiera ad aspettare tempi più propizi che gli avrà rivolto Enrico Letta nell’incontro di mezzogiorno sia perlomeno fra i più sinceri (quello non se ne vuole andare). Insieme a quello, opposto, di babbo Renzi che, anche lui, per contiguità parentale, ha ormai la giacchetta lisa per il troppo altrui tirare (chissà se anche l’amico Verdini sia da includere tra gli strattonatori).

A cuore di babbino, però, non si comanda: sul suo account Facebook, Tiziano Renzi ha risposto a tutti i numerosi che lo implorano di impedire al figlio di cacciarsi nel “trappolone”, chiarendo che comunque Matteo ascolta tutti ma alla fine fa sempre di testa sua e soprattutto che mai e poi mai gli potrebbe suggerire di “rifiutarsi di battere un calcio di rigore per paura di sbagliarlo”. Nota di fiorentino  corrente: quando il papà di Renzi scrive “battere una boccata” si riferisce alla metafora di sbattere il grugno, ovvero cadere rovinosamente. Ci toccherà a tutti risciacquare un po’ di panni in Arno.

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