Matteo Renzi: “La Germania per me è un modello, ma basta austerità”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Maggio 2014 9:29 | Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2014 9:29
Matteo Renzi: "La Germania per me è un modello, ma basta austerità"

Matteo Renzi: “La Germania per me è un modello, ma basta austerità” (Foto Ansa)

ROMA – “La Germania per me è un modello, ma basta con l’austerità: dobbiamo cambiare l’Europa”. Così il premier Matteo Renzi in una lunga intervista al quotidiano La Stampa, si è detto pronto a guidare l’Europa, dopo lo schiacciante risultato delle elezioni del 25 maggio e in vista del semestre di presidenza italiana. “Gli italiani hanno scelto la stabilità”, afferma. E lui, va da sé, governerà “per altri quattro anni”.

”Ho un ottimo rapporto con la signora Merkel – ha detto il premier – ho sempre detto che se l’Italia o altri Paesi hanno dei problemi, la colpa non è dell’Europa. Di più: trovo volgare e inelegante il modo in cui alcune forze politiche hanno cercato di prendere voti, parlando male della Germania. Noi abbiamo preso i voti parlando bene dell’Italia, che però va cambiata. Da questo punto di vista la Germania per me è un modello, non un nemico. Lo è quando penso al mercato del lavoro, o alla sua struttura pubblica. Questo non significa non avere idee diverse su tante questioni”.

Renzi sa che chi ha votato Pd, “ha comunque chiesto di cambiare l’Europa, non di conservarla come è”.  E dunque stop alle politiche di austerity finora imposte dalla Germania: 

”È del tutto evidente che oggi la Germania ha tutto l’interesse che l’Italia corra. E l’Italia ripeterà che l’impostazione di fondo dell’Europa non deve essere centrata soltanto sull’austerità ma anche sulla crescita, l’occupazione e le riforme”.

In merito alla nomina del presidente della Commissione Ue, il premier afferma:

”La posizione del governo italiano è molto chiara: nomina sunt consequentia rerum. Prima di ragionare di nomi, mettiamoci d’accordo sull’agenda. Mi interessano più i posti di lavoro che i posti di potere”.

Lo storico risultato elettorale, quel 40% ottenuto alle urne di domenica scorsa, afferma:

”E’ un atto di fede, basato su un ragionamento politico. Stavolta sono stati gli italiani ad aver capito noi, più e meglio di quanto non sia stata capace la classe dirigente, i giornalisti, i politici. Non credo che il senso delle elezioni sia che è nato il leader Matteo Renzi. Il senso è che l’Italia può giocare un ruolo, che l’Italia non è l’ultima ruota del carro, che l’Italia è un Paese che, se cambia, può diventare lei leader d’Europa”.

Quanto alla durata dell’esecutivo,

”non so se sia un bene o un male, ma credo che per qualche anno non vedrete altri presidenti del Consiglio. L’Italia ha scelto la stabilità e per noi stabilità significa fare riforme molto dure e molto forti”, prosegue il premier, secondo cui con le riforme ”l’Italia sta profondamente cambiando”.

Sui principali avversari politici, resta in guardia:

Guai a pensare che Grillo e Berlusconi siano finiti. Grillo finirà se noi faremo le riforme e se saremo credibili. Io non ho l’atteggiamento di superiorità morale e intellettuale tipico della sinistra dei salotti radical chic”.

Quanto al proprio futuro:

”Penso che, con un governo di quarantenni, tra dieci anni i rottamati saremo noi e questa è una bella cosa”.

Qualche accenno anche in tema di immigrazione,

”Con l’operazione Mare Nostrum stiamo salvando tante persone. Ma l’Europa – sottolinea Renzi – deve richiamare l’Onu a intervenire in Libia e avere una capacità di gestione del fenomeno. Frontex può essere utilizzato più e meglio”.

Infine si lascia andare a una battuta sui Mondiali:

”Dicono che se l’Italia vince c’è un punto in più di Pil. Vinciamo e poi controlliamo. Mi accontento anche di mezzo punto”.