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Matteo Renzi: “Letta, carte scoperte. Berlusconi-Casini non mi fanno paura”

Matteo Renzi: "Letta, carte scoperte. Berlusconi-Casini non mi fanno paura"

Matteo Renzi alla direzione Pd (foto Ansa)

ROMA – Matteo Renzi provoca Enrico Letta (“Sul rimpasto decidi tu, ma gioca a carte scoperte”), sfida Berlusconi e Casini (“Non ho paura di loro”) e annuncia che vorrebbe un Pd alleato con “moderati e sinistra”. Sono queste le questioni principali affrontate dal segretario Pd durante la direzione del partito.

Renzi ha rilanciato anche l’idea del Senato ridotto e ha incitato ad andare avanti con le riforme (in primis la legge elettorale e la riforma del Titolo V, che nel 2001 fu un antipasto del federalismo).

Elezioni e legge elettorale

“Con molta franchezza, trovo discutibili alcune reazioni di queste ore e giorni per cui forti di alcuni sondaggi con l’Italicum vince Berlusconi. Le elezioni si vincono o si perdono se si prendono i voti non se si cambia sistema elettorale”.

“Non mi fa paura Casini che va di là, lo dico con molto rispetto”.

“Se si andasse alle elezioni con l’Italicum e un’alleanza con lo schema del ’94 Berlusconi-Bossi-Casini ci battesse il problema saremmo noi. Se dopo 20 la nostra capacità di prendere i voti è tale che basta che Casini vada si là e Bossi stia con Berlusconi per impaurirci, il problema ce l’abbiamo noi”

Riforme

“C’è un’intesa con le principali forze politiche e questo doppio lavoro dopo il 15 febbraio sarà affidato alla discussione parlamentare: sul superamento del Senato si partirà al Senato, sul Titolo V alla Camera. E’ una poderosa iniziativa costituzionale”.

“Considero un valore che FI abbia accettato di stare alla discussione sulle riforme costituzionali insieme a noi. Perché si era tirata via dalla discussione a ottobre. Mi sarebbe piaciuto sentire una parola che dicesse che anche FI sia alla discussione è un bene per il Paese. Possiamo prendere tutte le critiche ma siamo perché le regole si scrivano insieme”.

Alleati

Alle elezioni “vedo un simbolo del Pd ma accanto do per scontato sia un raggruppamento di moderati che non vuole stare con il Pd ma neanche dall’altra parte e presumibilmente una parte della sinistra”.

Il rapporto con Letta

“Se Letta ritiene che ci siano delle modifiche da porre, affronti il problema nelle sedi istituzionali e giochiamo a carte scoperte”. Così Matteo Renzi, in direzione, sostenendo che “il giudizio sul governo, sulla composizione del governo, sui ministri, spetta al presidente del consiglio dei ministri”.

Senato

“Se vogliamo fare davvero la Camera delle autonomie per la conformazione storica, geografica e di politica culturale dell’Italia, deve essere incentrata più sui sindaci che sui consiglieri regionali. Ma non è una bandiera su cui imporre il verbo: si apra una discussione”.

Movimento 5 Stelle

“Forse anche io ho sbagliato a rivolgermi ai 5 stelle con toni di comprensione. Soffro a vederli come prigionieri politici: ‘uscite, liberate la voglia di dare una mano al paese'”

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