Matteo Renzi al Pd: “Chi vince primarie candidato premier”. A Letta: “Non basta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Giugno 2013 18:47 | Ultimo aggiornamento: 29 Giugno 2013 18:47
Matteo Renzi al Pd: "Chi vince primarie candidato premier". A Letta: "Non basta"

Matteo Renzi (Foto LaPresse)

FIRENZE – Matteo Renzi alza la voce. Al Pd manda a dire: “Chi vince le primarie deve essere il candidato premier”. A Enrico Letta manda una bacchettata: “Piccoli passi non bastano”.

“La sfida più grande sarebbe certamente la posizione di premier e per questo diventa importante il partito – dice Renzi – Chi vince le primarie aperte dovrebbe essere il candidato a guidare il Governo. Certo, non vorrei diventare capo del Pd per cambiare il partito, ma per cambiare l’Italia”.

Il sindaco di Firenze, poi, critica il premier: “Enrico Letta è un amico, solido, abile, competente ed è un grande europeista”, ma per la grande coalizione con cui governa, “tutto quello che fa è pragmatico e non rivoluzionario. E nella nostra situazione piccoli passi non bastano”.

Intanto il vice ministro dell’economia Stefano Fassina conferma le indiscrezioni su una sua candidatura alla segreteria del partito. “Sono a disposizione per dare il mio contributo” afferma in un’intervista a Il Messaggero. Per quanto riguarda le regole del Congresso su cui si sta discutendo, Fassina spiega: “Servono a garantire la massima apertura, non a bloccare qualcuno. Renzi non si inquieti, se non sbaglio fu lui a voler modificare lo statuto pur di candidarsi. E comunque basta discutere solo di regole, e basta vittimismo sulle regole”. E aggiunge: “È fondamentale la separazione delle figure di segretario e candidato premier, mentre le primarie devono essere aperte a tutti quelli che intendono sostenere il Pd”.

In campo c’è anche Gianni Cuperlo, che non ha intenzione di fare passi indietro e lo ribadisce a margine di un incontro a Bologna. “La logica è del dialogo – ha detto rispondendo ai giornalisti – Questo è un congresso di cui dobbiamo discutere dell’identità, della cultura politica, del profilo, del ruolo di questo partito. Le candidature ognuno è in grado di giudicarle. Chi si candida lo fa perché sente il dovere di poter dare un contributo e queste candidature sono tutte energie positive”.

Quanto a una spaccatura del fronte degli ex Ds, Cuperlo ha detto che un congresso sull’identità “non vuol dire rifarsi a vecchie identità, non si può ridurlo a un confronto tra ex. Il partito non sono più gli ex, si tratta di rilanciare questo Pd”.

Cuperlo, poi, lancia una stoccata a Matteo Renzi, quando parla dell’errato uso del partito come trampolino di lancio perconquistare altre poltrone: “Il congresso che faremo non dovrebbe solo regolare il traffico all’interno del partito o creare una leadership solitaria. Dobbiamo essere più ambiziosi, rimettere in moto un popolo e una speranza. Ma per questo serve investire sul Pd. Non usarlo come trampolino per altri incarichi o la corvé da fare per diventare sindaco, parlamentare o premier. Chiunque si candiderà a guidare questa fase, dovrà candidarsi a fare questo mestiere”.