Matteo Renzi, prima volta all’Onu: “Mediterraneo non sia un cimitero”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2014 21:49 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2014 21:49
Matteo Renzi, prima volta all'Onu: "Mediterraneo non sia un cimitero"

Renzi all’Onu (foto Ap)

NEW YORK – Davanti ai 120 capi di stato e di governo, riuniti all’Assemblea Generale dell’Onu, Matteo Renzi non tradisce l’emozione della prima volta alle Nazioni Unite. In 15 minuti di discorso indica le priorità: la guerra all’Isis, “minaccia per l’umanità”, il nuovo conflitto in Ucraina e l’antico scontro tra Israele e Palestina, ma anche la Libia e il dramma dell’immigrazione con l’Italia in prima fila nel “salvare 80mila persone” perchè il Mediterraneo non sia “un cimitero di dispersi”.

Renzi cita subito Dag Hammarskjold, il secondo segretario generale dell’Onu. “Diceva che il vero senso di responsabilità è quello rivolto al futuro”, esordisce il premier ammettendo che “il futuro oggi somiglia terribilmente ad una minaccia mentre deve tornare ad essere una promessa”. La politica, sostiene con forza il presidente del consiglio, “è l’unica via di uscita dalle crisi”, per risolvere i molti focolai di guerra aperti nel mondo. In particolare Renzi mette l’accento sui conflitti aperti nel Mediterraneo. A partire dalla Libia che “deve rivestire priorità altissima per le proprie ripercussioni vaste e gravi nell’area”.

Il premier mette in guardia dal rischio di sottovalutazione della situazione in Libia così come chiede un maggior impegno di tutti, a partire dall’Europa, per affrontare il dramma delle carrette del mare nel Mediterraneo. “Il Mediterraneo è il cuore dell’Europa e non il cimitero dei dispersi”, sostiene chiamando tutti ad assumersi la propria responsabilità. L’unità dell’Onu è anche il modo per riuscire a fermare “il genocidio” provocato dallo Stato Islamico.